Si scrive Retake e traducendone la filosofia vuol dire riprendersi piccoli pezzi di territorio che zozzoni e incivili decidono di trasformare in discariche. Parchi, giardini, strisce di verde pubblico, qualunque spazio sia stato imbrattato per scelta, non necessariamente per negligenza dell’amminstarzione comunale o dell’azienda di raccolta dei rifiuti.

Siamo a Modugno, in via Canosa, dove una quindicina di volontati, insieme a un consigliere comunale (Nino Cutugno) e all’assessore all’Ambiente (Tina Luciano), si sono armati di sacchetti, secchi e ramazze. Hanno ripulito quella striscia di terra per dimostrare a quanti buttano volutamente una bottiglia di plastica o una cartaccia tra le aiuole, per terra, o in qualsiasi altro posto che non siano gli appositi cestini, che non è il modo giusto di avere a cuore la propria città.

Il movimento Retake a Modugno è nato con il primo evento il 2 giugno scorso. C’è una pagina Facebook. L’idea è venuta ad Elisabetta Carnimeo, come spesso succede per ovviare a una situazione personale, spinta dalla voglia di ripulire l’area vicino a casa sua. Man mano la gente si avvicina agli eventi, chiede come partecipare, come può mettersi a disposizione e il fronte aumenta.

Non è tanto la pulizia a fare a differenza, ma la voglia di sensibilizzare al bello, al rispetto del territorio. Spesso i volontari di Retake sono tornati dovere erano già stati a pulire, ma non importa, perché la voglia di vincere questa bella battaglia di civiltà permette di tenere sempre alta la guardia. Continuate così, ci vorrebbero gruppi simili in ogni comune.

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