«È una bellissima notizia». Terry, una delle mamme tra le più attive nel comitato No-Slot, è entusiasta e lo si sente dalla voce. «Da oggi non si possono più concedere licenze per le sale slot a meno di 500 metri dai luoghi sensibili, e quelle già aperte, alla scadenza della licenza dovranno adeguarsi. Questo significa che pian piano spariranno dai centri cittadini e nei piccoli paesi».

La lunga battaglia del comitato No-Slot, che abbiamo seguito dall’inizio, oggi giunge ad una felice conclusione, anche se non tutto è filato liscio, e lo si capisce anche dalla miriade di comunicati che arrivano dai vari uffici stampa dei gruppi parlamentari regionali.

Nodo cruciale dell’approvazione è stato il capitolo legato agli aspetti sanitari della proposta oggi approvata, in conflitto con il piano di rientro sanitario e che in qualche modo rischiava di far saltare tutto. Spiega la stessa Terry: «L’impianto delle Legge è salvo, quello che succederà da qui in poi è che, mancando i soldi necessari, gli aspetti legati alla prevenzione trattandosi di una patologia, saranno implementati man mano che i fondi saranno disponibili. Oggi la Puglia è la prima regione nel sud Italia a dotarsi di una Legge che contrasta il gioco d’azzardo patologico, certo non è stato semplice arrivare all’approvazione oggi, i lavori dell’aula sono stati più volte sospesi anche per evitare di approvare una Legge in contrasto con le norme nazionali, e quindi incostituzionale».

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