Clan Parisi-Stramaglia, confiscati beni per 100 milioni

L’esecuzione del decreto nasce all’interno di una più lunga operazione della Direzione Distrettuale Antimafia che, nel dicembre 2009, aveva portato all’arresto di 83 persone e a un primo sequestro di beni per oltre 220 milioni di euro. Sempre a dicembre, il Gruppo di Investigazione Criminalità Organizzata di Bari dava esecuzione al decreto con il quale si sequestrava preventivamente il patrimonio del Labellarte, indiziato di appartenere all’associazione mafiosa. Oggi, invece, i beni sono stati confiscati e acquisiti definitivamente dallo Stato.

Nei giorni scorsi ci sono stati altri importanti sequestri di beni mobili e immobili e di alcune società per un valore di 40 milioni di euro, riconducibili allo stesso clan, nelle persone di Flavio Abbaticchio, Francesco Calzolaio, Savino Loconte, Giovanni Palermiti, figlio del presunto boss Eugenio, detto “U gnor”, ex braccio destro di Savino Parisi del quartiere Japigia, Michelangelo Stramaglia, Marina Stramaglia, Anna Pietrantoni, Angelo Michele Stramaglia.

Questo  “passaggio di proprietà” nella confisca tra mafia e Stato è considerata un’importante misura per combattere la criminalità organizzata e avviene per la prima volta in Puglia, proprio in occasione della confisca dei beni di Labellarte. A consentirlo le recenti norme contenute nel pacchetto sicurezza nelle lotte alla mafia: la normativa consente l’applicazione di una misura di prevenzione patrimoniale in forma slegata da quella personale (come è successo in questo caso con il sequestro preventivo), e la procedibilità, in caso di decesso del “proposto” (Labellarte è morto due anni fa) entro 5 anni dalla sua morte, anche nei confronti degli eredi o aventi causa.

Secondo le ricostruzioni degli investigatori, Labellarte avrebbe avuto un ruolo chiave: avvalendosi anche di “prestanomi” riciclava attraverso le sue imprese i guadagni illeciti del clan Parisi-Stramaglia, per l’urgenza tra il 2000 e il 2001 di convertire da lire a euro i loro capitali. Il tutto ad opera di una serie di imprese che reimmettevano sul mercato i capitali con l’acquisto di proprietà tra cui spiccava per grandiosità dell’impresa il “Centro Universitario Integrato”, pubblicizzato come “il più importante d’Italia”, capace di offrire 3.500 posti letto a studenti universitari fuori sede.

Sono in tutto 8.446 gli immobili confiscati in Italia, l’83 per cento nelle quattro regioni del Sud: Sicilia (43 per cento), Calabria, Campania e Puglia. Ma anche in Lombardia (7,2 per cento) e Lazio (3,9 per cento).

Dominga D’Alano

Bari, attivato un piano di prevenzione in caso di alluvioni

Ieri, lunedì, e il 27 ottobre si sono tenute due riunioni che hanno permesso di stilare un programma dettagliato di prevenzione dal rischio di alluvioni e per far fronte a eventi inaspettati. Le disposizioni spiegate in una nota firmata dal sindaco di Bari Michele Emiliano sono poi state inviate alle varie ripartizioni della Polizia municipale, dell’Edilizia pubblica, della Mobilità urbana e Traffico, della Ragioneria e della Segreteria generale.

La nota spiega che qualora fosse emesso dal Centro funzionale regionale il Bollettino di Criticità moderata o preallarme di imminenti fenomeni temporaleschi, la Polizia Municipale dovrà accertarsi della pericolosità della situazione e, in collaborazione con altre forze dell’ordine, pattugliare le zone a rischio per allertare i soccorsi in caso di necessità. I cittadini saranno costantemente aggiornati dell’evolversi della situazione attraverso dei comunicati e chi abita o possiede attività commerciali in zone con maggior rischio idrogeologico. sarà contattato preventivamente attraverso un sistema di allertamento.

Qualora la situazione passasse al secondo livello, quello critico e dunque d’allarme, bisognerà attuare le misure di sicurezza stabilite in base alle zone più o meno a rischio: alcune strade saranno chiuse al traffico, in altre saranno posti dei segnalatori luminosi. Sarà poi compito della ripartizione Edilizia «verificare lo stato di manutenzione delle pompe aspiranti nei sottopassi» e, in caso di bosogno, avvertire la Polizia Municipale della necessità di un potenziamento delle pompe.

Riguardo la manutenzione e pulizia degli argini e alvei dei canali artificiali, sarà sempre compito della ripartizione Edilizia «inoltrare richiesta di finanziamento all’Assessorato regionale per le Opere pubbliche». Quello comunicato  è un provvedimento preventivo per una Regione che tante volte si è trovata ad affrontare situazioni di emergenza causate dalle piogge.

Solo lo scorso marzo c’è stato un violento nubifragio che ha colpito il tarantino e, per non andare tanto lontano, è bastata la pioggia torrenziale di domenica a paralizzare la città con allagamenti, disagi, mobilitazioni dei vigili del fuoco che hanno dovuto soccorrere macchine in panne in vari punti. Senza dimenticare tragiche vicende come quella del 2005 in cui le forti piogge causarono la morte di 5 persone nella zona di Cassano delle Murge per il crollo di un ponte, o addirittura la famosa alluvione del 1095, la prima del secolo scorso.

 

Eleana Martiradonna

Criminalità a Bari, Mantovano: “Necessaria l’antimafia sociale”

All’incontro cui hanno partecipato il sindaco Michele Emiliano, il capo della Procura, Antonio Laudati, il prefetto Mario Tafaro e i rappresentati delle forze dell’ordine, si è parlato di bande di giovani leve che si aggirano nella città e che, per riempire i vuoti lasciati dall’arresto dei più importanti capi clan, conquistano i ruoli nella gerarchia malavitosa.

Ciò che Mantovano ha denunciato è l’assenza della cosiddetta “antimafia sociale”, ovvero la reazione dei cittadini ai fenomeni criminali. L’invito è dunque ad abbandonare l’atteggiamento omertoso e denunciare, garantendo prima, a chi subisce atti di estorsione, le giuste informazione per sapere a chi potersi rivolgere. “Bari – ha spiegato Mantovano – è una città in cui circola molto denaro e droga, più che in altre parti d’Italia con la differenza che la reazione sociale rispetto ai fenomeni di diffusione di stupefacenti, di racket e di usura, non è forte come altrove”.

Lo scorso settembre Mantovano affrontò il tema della sicurezza in città specie nelle zone periferiche, con lo stanziamento di uomini, con la lotta all’usura attraverso misure di sostegno alle vittime, mentre adesso quello che si rende necessario è un impegno che viene richiesto non solo alle forze di polizia e all’autorità giudiziaria ma a tutti i cittadini. Nel corso della riunione si è poi affrontato il tema dell’inefficienza del sistema di videosorveglianza dal momento che su un totale di 160 telecamere installate, circa una cinquantina risultano non funzionanti. Le polemiche sul malfunzionamento del sistema si sono fatte sentire alcuni giorni fa in occasione dell’omicidio consumato in viale dei Mille in cui ha perso la vita un ragazzo di 21 anni.

La vittima, Alessandro Marzio, era sceso di casa per prendere il proprio scooter e raggiungere la sua fidanzata quando un uomo con il volto coperto lo ha freddato con una quindicina di colpi di pistola. Dall’inizio dell’anno i cittadini baresi continuano a fare i conti con un’impennata di furti d’auto, con una media di 29 sparizioni di autovetture denunciate al giorno, con l’aumento delle rapine a mano armata e dei furti in appartamenti (circa 4 al giorno). L’allarme però arriva anche dai gestori dei locali pubblici fuori dai quali spesso accade che per una banale lite si consumano delle tragedie.

Palma Maria Roberta Frascella

Bari- Hellas Verona 0-1: le pagelle

Continua ad essere altalenante il percorso della As Bari durante il campionato di Serie B 2011/2012. Troppe le sconfitte tra le mura amiche, mentre in trasferta il rendimento è da vera squadra da play-off.

Ecco le pagelle di Bari – Verona. Migliore in campo il portiere Lamanna, semaforo rosso per Sini che sulla fascia non convince.

BARI(4-3-3) – Lamanna 7; Ceppitelli 5,5(80’Masi sv), Borghese 5,5, Claiton 6, Sini 4; Rivaldo 4,5, Bellomo 6(62’De Falco 6), Scavone 6(53’Stoian 6,5); Defendi 5,5, Marotta 5, Caputo 6,5. Allenatore: Vincenzo Torrente

ARBITRO: Pinzani

LAMANNA 7 – Stava riuscendo nell’impresa di regalare il pareggio alla propria squadra. Il gol beffa all’82’ cancella parzialmente le prodezze del giovane portiere, ex del Gubbio, che in diverse occasioni respinge il pallone con prese plastiche. Sono almeno tre gli interventi decisivi che dimostrano le capacità di Lamanna con un percorso in crescendo partita dopo partita.

CIPPITELLI 5,5 – Discreta prestazione per lui. Chiude tutti i varchi ad Hallfredsson e si ripropone numerose volte in contropiede, esce per infortunio e il Bari prende gol.

BORGHESE 6 – Ritorna ad essere quel colpitore di testa imbattibile di inizio stagione, sbaglia poco o niente.

CLAITON 6 – Il difensore brasiliano è la vera certezza di questa squadra, con costanza e decisione sta meritando la fiducia a tempo indeterminato di Torrente.

SINI 4 – Prima prestazione da titolare per il difensore ex Roma classe ’92. Una gara lineare viene rovinata da alcuni errori davvero imperdonabili, come quando dimentica completamente Abbate che realizza il vantaggio degli scaligeri, senza prestare la giusta attenzione alla marcatura sul calcio d’angolo. Da rivedere, ma non bocciare.

RIVALDO 4,5 – Il suo ruolo è quello del playmaker basso che costruisce l’azione con lanci lunghi dalla metà campo. Nel primo tempo interpreta bene il ruolo mentre nella ripresa dimostra i propri difetti, lentezza e discontinuità. Dovrebbe costruire meno e inserirsi maggiormente nell’area avversaria. Ha poco dinamismo.

BELLOMO 5 – Non mette in campo la grinta che ci si aspetterebbe da lui. Acclamato dalla stampa e dai tifosi, delude sul rettangolo di gioco.

SCAVONE 6 – Esce dal campo per problemi fisici ad inizio secondo tempo dopo un match positivo, ma non esaltante, fatto di tanta sostanza e poca qualità. STOIAN – Entra a gara iniziata, regala qualche fiammata e incendia gli animi dei tifosi presenti al San Nicola.

DEFENDI 5,5 – Si fa vedere per alcune conclusioni, ma non incide particolarmente sulla partita.

MAROTTA 5 – E’ il solito attaccante tutto grinta e cuore, corre e morde le caviglie dei difensori senza mai risparmiarsi. Tutto questo lavoro in fase di contenimento impedisce a Marotta di essere lucido in attacco. Cerca poco le combinazioni con Caputo e si isola dal gioco.

CAPUTO 6,5 – Con la fascia di capitano al braccio è un giocatore diverso. Sente la responsabilità e vuole dimostrare a tutti qual è il suo valore anche dopo la rete decisiva contro il Grosseto nell’ultimo turno di campionato. Partenza lanciata nei primi minuti in cui costruisce diverse occasioni di rete, dispensando dribbling e passaggi precisi. Con il passare dei minuti si spegne anche per la mancata collaborazione dei propri compagni di squadra avulsi dalla costruzione di un gioco corale.

Daniele Leuzzi

Bari, nuovo ko interno: al San Nicola passa il Verona per 1-0

Il Bari parte con la consapevolezza di dover dimenticare la sconfitta casalinga subita nell’ultimo match interno contro il Pescara di Zeman, ma forte della buona prestazione che ha portato i 3 punti contro il Grosseto in trasferta nell’ultima giornata. La compagine biancorossa si presenta, però, molto rimaneggiata con le assenze pesanti di  Donati, De Paula, Forestieri, Garofalo, Crescenzi, Bogliacino e Polenta.

Primo tempo che inizia con gli uomini di Torrente in attacco e già al 3′ minuto Caputo sfiora il gol con un tiro dal lato sinistro dell’area di rigore che sfiora il palo. Al 5′ è ancora l’attaccante originario di Altamura a presentarsi a tu per tu con Rafael, ma la palla messa al centro per Bellomo termina tra le braccia del portiere dell’Hellas.

Al 13’ il  Verona sfiora il vantaggio: prima Lamanna effettua una grande parata sul tocco ravvicinato di Hallfredsson, poi Mareco a porta vuota colpisce il palo. Il match nei primi minuti mostra due squadre che giocano a viso aperto con diverse occasioni per parte. Al 18’ Rivalto serve con un lancio rasoterra Scavone che con il sinistro sfiora la traversa e al 30’ Borghese colpisce un pallone che termina su fondo.

Al 35’ ancora Scavone si lancia sulla sinistra ed effettua un cross basso per Caputo, che manca l’aggancio, lasciando che la sfera termini sul fondo. Il finale della prima frazione vede i gialloblu chiudere in attacco, ma senza regalare grandi emozioni: lo 0-0 sembra rappresentare al meglio l’andamento della partita.

Il secondo tempo inizia con un brivido per i tifosi del Bari: al 4’ Russo sfiora la porta di Lamanna con un pallonetto che termina alto sopra la traversa. Torrente cerca di cambiare qualcosa a centrocampo e sostituisce Scavone, infortunato e claudicante, per Stoian, giocatore veloce e dotato di un ottimo spunto nel dribbling. Al 13’ la seconda sostituzione biancorossa con Bellomo costretto a fermarsi per crampi e al cui posto subentra De Falco. Nella girandola di cambi Mandorlini manda in campo l’attaccante austriaco Pichlmann per Ferrari.

Dalla metà della ripresa il Bari inizia a soffrire le controffensive offensive degli ospiti: la prima avvisaglia del probabile gol dell’Hellas arriva dalla conclusione di Jorginho che, a tu per tu con Lamanna in uscita, conclude addosso al numero uno biancorosso, che salva il risultato per la seconda volta.

Ma il vantaggio della squadra di Mandorlini è rimandato di poco: al 37’ Matteo Abbate su angolo dalla destra approfitta di una dormita della difesa del Bari e, tutto solo, insacca al volo di destro sul secondo palo. Al 42’ veneti addirittura vicini al raddoppio con una conclusione dal limite e a nulla servono i 5 minuti di recupero per le velleità di rimonta dei biancorossi, che si dimostrano davvero poco pericolosi in attacco.

Piovono fischi dagli spalti del San Nicola a fine partita per la squadra di casa, apparsa ancora una volta incapace di sfruttare il fattore casalingo. Il Bari rimane così fermo a 20 punti (e, per giunta, la settimana prossima è in arrivo il -2 per la questione degli stipendi non pagati), mentre il Verona compie un balzo di 3 punti in classifica, raggiungendo a quota 22 al settimo posto in classifica.

Ecco le formazioni schierate in campo dal primo minuto da mister Torrente e Mandorlini:

BARI (4-3-3): Lamanna; Ceppitelli (35′ st Masi), Dos Santos, Borghese, Sini; Rivaldo, Bellomo (17′ st De Falco), Scavone (8′ st Stoian); Defendi, Marotta, Caputo. In panchina: Koprivec, Rivas, Kopunek, Galano. All.: Torrente.

VERONA (4-3-1-2): Rafael; Abbate, Mareco, Maietta, Pugliese; Russo, Tachtsidis, Hallfredsson; Galli (39′ pt Jorginho); Gomez, Ferrari (21′ st Pichlmann). In panchina: Andrade, Ceccarelli, D’Alessandro, Doninelli, Scaglia. All.: Mandorlini.

ARBITRO: Pinzani.

Daniele Leuzzi

 

Ecco il video con gli highlights della partita tra Bari e Hellas Verona:

Basket, vittoria esterna per la Liomatic Cus Bari: espugnato il parquet di Pavia

Seconda vittoria esterna stagionale, quindi, per i biancorossi che superano agevolmente l’ostacolo Pavia grazie ad una prestazione corale convincente e agli ottimi spunti dei singoli atleti.

Nonostante le assenze di Ciocca e Bona per infortunio e una conseguente rotazione ridotta durante tutto l’arco del match la squadra allenata dal coach Giovanni Putignano mette in cassaforte due punti importanti, sia per il contemporaneo stop delle dirette concorrenti, sia per il miglioramento della media inglese dopo la sconfitta interna dell’esordio contro Trieste.

La partita ha visto una partenza lanciata della squadra di casa con un break di 9-0 nel primo quarto. Il quintetto barese composto Chiusolo, Ruggiero, Cardillo, Barozzi e Morena ha, però, reagito immediatamente riportando la partita su un andamento di sostanziale equilibrio.

Nella seconda frazione di gara il Cus Bari dimostra tutta la propria superiorità con un parziale di 1-13 che mette le basi per la vittoria finale. Nell’ultimo parziale è ancora Pavia a iniziare meglio con Cazzaniga, Borgna e Maiocco, ma Gigena e Ruggiero allontanano la minaccia, ripristinando il +7 (65-72) del 35′ anche grazie a Mian.

Intervistato dalla trasmissione radiofonica “Basket cafè”, il capitano e autore ieri di nove punti, Mimmo Morena, ha parlato degli ottimi segnali pervenuti e dell’entusiasmo che si respira a Bari in vista della trasferta contro il Ruvo:

 “Abbiamo dato un segnale fortissimo: il pallino della partita è stata quasi sempre nelle nostre mani e abbiamo vinto senza troppe difficoltà. Stiamo crescendo e dobbiamo continuare su questa strada senza fermarci più”.

Morena ha sottolineato come il prossimo passo cruciale per il Cus Bari sia la trasferta di Ruvo, il derby per eccellenza della Divisione Nazionale A, e si è augurato che possano essere in tanti i tifosi biancorossi pronti a seguire la squadra.

“A Pavia il clima era troppo tranquillo: sembrava di giocare nel salotto di casa, mentre al PalaFlorio i 3500 spettatori di media fanno sentire la pressione sulle spalle degli avversari di turno”, ha concluso il capitano barese.

Daniele Leuzzi

Pallanuoto, presentata la stagione 2011/2012 della Payton Bari

La Payton, ai nastri di partenza con una squadra giovane e motivata e con una società pronta a sfruttare la seconda occasione dopo il ripescaggio deciso dalla Federnuoto, sarà quest’anno una delle società più giovani del suo campionato, schierando atleti dall’età media inferiore ai 19 anni quasi tutti di origine barese.

A guidare i biancoverdi ci sarà Giovanni Tau, tecnico nato a Bari che in questi anni ha seguito il settore giovanile, scovando la maggior parte dei talenti che oggi fanno parte della prima squadra.

Intervenuto nel corso della presentazione, l’assessore comunale alle Politiche giovanili Fabio Losito ha espresso tutta la propria soddisfazione per come la realtà pallanuotista rappresentata dalla Payton vada avanti a livello regionale e nazionale sin dal 1976:

 “Per il futuro della città bisogna continuare a costruire solide realtà sportive, valorizzando quelle che sono le ricchezze locali rappresentate dalle tradizioni che animano il territorio e questo vale in tutti i settori, in particolare però per quello sportivo, come la pallanuoto, che presenta una lunghissima tradizione locale”.

“Il rapporto con l’elemento naturale dell’acqua è un fattore fondamentale per disegnare il futuro di Bari, che da questo elemento può trarre e ha tratto un grandissimo fattore di ricchezza”, ha aggiunto Losito.

Daniele Di Pasquale, capitano della Payton classe ’91 autore nella passata stagione di 20 gol, che gli hanno fruttato la convocazione nella Nazionale giovanile, ha chiamato a raccolta tutti i supporter biancoverdi per affrontare insieme la nuova avventura:

“L’obiettivo resta la salvezza, anche perché abbiamo la fortuna di essere stati ripescati dopo la retrocessione della scorsa stagione: dobbiamo, quindi, approfittare di questa occasione e dimostrare al massimo tutto il nostro valore partita per partita, cercando di fare più punti possibili anche grazie al supporto del pubblico casalingo”.

La Payton esordirà in campionato il prossimo 19 novembre in trasferta a Cagliari, mentre la settimana successiva affronterà allo Stadio del Nuoto di Bari la Lazio.

Daniele Leuzzi

Movida e scuola al centro del progetto “Bari Sicura”

“Bari Sicura” si articola in due sottoprogetti: “progetto scuola” e “Movida sicura”. Si tratta di un progetto che è costato circa 200mila euro. La cifra utilizzata non intacca la produttività complessiva, infatti si è ricostruito il fondo del salario accessorio del 2010, in modo da garantire la copertura per la parte residua, lasciando dunque inalterato il valore della produttività complessiva. In altri termini, vengono utilizzati alcuni proventi delle multe per finanziare tali servizi (art.208).

Nello specifico, il “progetto scuola”  prevede, durante il periodo scolastico, una fitta presenza di agenti sia all’entrata che all’uscita degli istituti. Circa 170 vigili presenzieranno lungo le strade e nelle vicinanze degli ingressi delle 72 scuole interessate, si parla di un costo pari a 131.868 euro.

Inferiore il costo della “movida sicura” (82.920 euro), che servirà a prevenire  i tragici incidenti stradali dipesi dall’utilizzo di sostanze stupefacenti o dall’eccessivo consumo di alcolici. Questo progetto sarà reso possibile grazie, non solo all’introduzione di un terzo turno di servizio, ma anche ai maggiori controlli che saranno effettuati sulle strade.

I vigili ai posti di blocco misureranno la percentuale di alcol, o meglio dell’etanolo nel sangue, attraverso l’utilizzo dell’etilometro, alri agenti aumenteranno i controlli nei locali frequentati principalmente nel fine settimana, con il solo obiettivo di evitare in tali ambienti l’uso di droghe.

In relazione all’utilizzo delle risorse, ex art. 208 del codice della strada, si chiude quindi parzialmente la vertenza che da circa 5 settimane investe gli agenti della Polizia Municipale. La loro protesta, infatti, concerneva la mancanza della fornitura delle divise e questioni di carattere economico.

Roberta Lisco

Alessandro Baricco, lo scrittore presenta a Bari il suo “Mr Gwyn”

Mr Gwyn è uno scrittore che ha stabilito, dopo aver raggiunto un discreto successo, di non scrivere più. Decide che, appunto, vuole dedicarsi ai ritratti, non ritratti comuni, però, quelli pittorici, per intenderci. No: lui vuole “scrivere” i suoi ritratti. Così, comincia la ricerca del protagonista: catturare il segreto delle persone, “riportarle a casa”.

Sceglie con cura “l’atélier” in cui lavorerà, un garage, chiede a un suo amico musicista di creargli un’atmosfera sonora (la musica, i suoni, sono componenti fondamentali della sensibilità letteraria di Baricco) e, soprattutto, sceglie con cura la luce che illuminerà i modelli che poseranno per lui, rivolgendosi a un uomo che crea lampade artigianalmente, “a mano”.

Si spiega così la “location” minimalista messa su per l’occasione, in una Feltrinelli piena fin quasi a scoppiare: un filo di lampadine in serie e una pioggia di suoni evocativi, tipo acqua gorgogliante di ruscelli e uccelli che cinguettano, del genere new age, che si propagano dall’altoparlante nell’attesa dello scrittore. Le lampadine sono 18: quante sono quelle che Mr Gwyn ha chiesto all’artigiano di creare per il suo particolare studio, “lampadine che morissero dopo trentadue giorni di funzionamento”, si legge nel libro.

È cordiale, Baricco, ringrazia più volte il pubblico con le mirabili “s” dolci del suo accento torinese. Poi inizia a parlare del suo libro: l’idea, racconta, gli è venuta nel più letterario dei modi: una sera d’inverno a Parigi, mentre osservava un quadro in un museo, dove si era rifugiato per sfuggire alla pioggia e alla noia (anche “Oceano mare”, gli è stato ispirato da un’opera pittorica: “La zattera della Medusa”, di Théodore Géricault, ci tiene che lo sappiamo). La genesi del romanzo, un quadro, spiega in parte l’ossessione del protagonista per l’illuminazione dei suoi soggetti.

Ma c’è anche la mania dello stesso scrittore per “la velocità”, il ritmo del romanzo, che è quello “di un passo”: seguiamo infatti  Mr Gwyn con un ritmo che è quello del suo proprio passo. Baricco racconta che questa idea del ritmo era talmente presente che, a un certo punto, era arrivato a formulare l’ipotesi di scrivere capitoli che contenessero persino lo stesso numero di parole. Idea abbandonata, “per ovvie motivazioni” dice, con sguardo carico di sottintesi fatti di camicie di forza e corridoi di case di cura: pericolo scampato.

Ci tiene, che il pubblico comprenda questa sua ossessione e perciò inizia a leggere il suo romanzo: arriva fino al terzo capitolo. Intanto, ci si mette in fila per la lunga cerimonia degli autografi e delle foto, fra ragazze rosse di timidezza e papà pronti a immortalare l’attimo in cui la propria figlia sarà seduta al tavolino con lo scrittore.

Eva Signorile

Riduzione delle spese militari, manifestazione per la pace a Bari

L’iniziativa del 4 novembre 2011 per la pace e la non violenza, che ha avuto luogo nelle principali piazze italiane, è una prosecuzione ideale della marcia della pace Perugia-Assisi del settembre u.s. e nasce da un appello lanciato dal missionario comboniano padre Alex Zanotelli in cui denuncia come nel nostro Paese, nel 2010, siano stati spesi per la difesa ben 27 miliardi di euro secondo i dati ufficiali rilasciati lo scorso maggio dall’autorevole Istituto Internazionale con sede a Stoccolma SIPRI.

In un momento drammatico per l’economia italiana, in cui la crisi colpisce innanzitutto le fasce più deboli (l’ultimo rapporto della Caritas parla di 8 milioni di poveri in Italia) e i lavoratori, si rivelano profetiche le parole con cui papa Giovanni XXIII nella Pacem in Terris definì la guerra nell’era nucleare come “alienum a ratione” (estranea cioè a qualsiasi logica e ragionevolezza), superando così qualsiasi legittimazione di pretese guerre giuste.

Dopo un momento di riflessione con letture tratte dagli scritti dei testimoni della pace e della non violenza, il corteo si mosso silenzioso fino a giungere il piazzale di fronte la sede provinciale dell’INPS, adiacente ad alcuni presidi militari, dove è stata issata la bandiera della pace.

 

Antonio Calisi

Comunicati Stampa

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