foto di repertorio

Assistenza sanitaria, pensioni degne, servizi adeguati. Essere anziani oggi significa in molti casi guadare a tutte queste cose come a un miraggio. Lo sanno bene molti cittadini usciti dal mondo del lavoro per sopraggiunti limiti di età, costretti a scontrarsi con una realtà molto diversa dalle aspettative e tante volte ben diversa dalle promesse ricevute a vari livelli istituzionali. Senza nascondersi dietro a un dito, oggi come oggi gli anziani sono visti come un problema. La cui soluzione è ben lontana dall’essere stata trovata. Qui di seguito, le riflessioni di Michele Santeramo, segretario provinciale dell’Ugl Pensionati, che hanno tutte le sembianze di un atto d’accusa.

Si può anche far finta di niente, però il problema c’è, resta e non è solamente grave ma anche vergognoso. Il problema degli anziani in una società come la nostra, dal benessere diffuso, intrisa di miti come l’efficientissimo, la produttività, la presunzione di saper dare risposte razionali e definitive alle aspettative della gente, è sicuramente l’aspetto più paradossale in un momento che, alle soglie del duemila, non sa ancora come pagare quella cambiale in bianco firmata decenni fa a tanti ex giovani che oggi hanno superato la sessantina. Ex giovani che vorrebbero, a giusta ragione, riscuotere ciò che gli spetta.

Questa c.d. “ètà del benessere”, bene o male, l’hanno costruita anche loro con i loro sforzi, la loro tenacia, le loro capacità, regalando alla società i loro anni migliori, passati a lavorare per ricostruire, sperare e soffrire. Hanno, sostanzialmente, contratto un credito nei confronti della società nella quale hanno vissuto e creduto.

La società, a sua volta, ha contratto un debito nei loro confronti, che oggi viene pagato male e malvolentieri, posto che non si tratta soltanto di un debito economico dovuto all’inadeguatezza delle pensioni per le quali vengono versati ogni giorno fiumi d’inchiostro. Si tratta, anche e soprattutto, di un debito morale che si dovrebbe tradurre in servizi a loro disposizione ed in un diverso atteggiamento nei loro confronti.

Dobbiamo per forza ricordare tutti i casi di inefficienza delle strutture sanitarie pubbliche nel prestare un’adeguata assistenza sanitaria agli anziani malati? Dobbiamo lamentare nuovamente la carenza di strutture di vario tipo a disposizione degli anziani, dai centri d’incontro alle case di riposo? Dobbiamo ancora ritornare sulle squallide storie già vissute che hanno visto anziani genitori scaricati come pacchi postali indesiderabili? Bene, di storie come queste sono piene, ogni giorno, le pagine dei quotidiani, nell’indifferenza totale di chi è preposto a livello istituzionale.

Purtroppo, è inconfutabile la convinzione che oggi l’anziano sia, per il resto della società, un alieno, un qualcosa di diverso e anormale. Qualcosa da rimuovere, perché è meglio non vedere, con il quale è meglio non dover fare i conti, perché vorrebbe dire dover fare i conti con la propria coscienza.

Queste amare considerazioni vengono poste all’attenzione dei rappresentanti delle istituzioni locali e di governo, affinché vengano trovate soluzioni idonee a superare tutte le difficoltà e rendere, quindi, la vita degli anziani più agevole e, soprattutto, supportata dalla giusta assistenza che il caso richiede.

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