I dipendenti delle associazioni di volontariato o pseudo tali, che gestiscono le postazioni del 118 baresi, sono sul piede di guerra. Alla Asl di Bari sono andati in ferie e non hanno pagato la retta mensile alle associazioni per il pagamento degli gli stipendi agli autisti-soccorritori che prestano servizio sulle ambulanze del 118.

Stipendi che solitamente venivano accreditati entro il giorno 7 del mese successivo a quello a cui si riferivano. Niente di scritto, s’intende, ma dopo alcune vibranti proteste sembrava ci fosse un tacito accordo tra associazioni e Asl. Quest’ultima anticipava di qualche giorno i pagamenti delle rette in modo tale che le associazioni potessero rispettare le date previste dal contratto.

Qualcosa evidentemente deve essere successo. Non è la prima volta, ma era da un bel pezzo che i pagamenti si erano regolarizzati grazie all’impegno della Asl, nonostante le associazioni non rispettino gli orari di lavoro richiesti dall’Azienda sanitaria locale.

Le assegnazioni delle ultime due postazioni di Rutigliano e Trani hanno fatto riesplodere il caso. Di sfondo c’è l’annunciata, ma poi evaporata, creazione dell’Agenzia regionale per l’emergenza e urgenza (Areu), oltre alle assunzioni della Sanitaservice Asl Foggia.

La gestione del 118 è ripiombata nel caos, con due pesi e un numero indeterminato di misure. Il clima resta teso e alla ripresa potrebbero essere messe in piedi clamorose manifestazioni di protesta da parte del personale del 118, stanco di ricevere promesse elettorali puntualmente disattese quando si tratta di passare dalle parole ai fatti.

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