La seconda, prevista, ondata del coronavirus ha avuto ripercussioni sul sistema dei trasporti. Come si temeva, infatti, l’aumento dei contagi è stato da più parti imputato anche alla ripresa delle attività dopo i mesi estivi e il conseguente aumentato ricorso ad autobus e treni per gli spostamenti.

L’ultimo Dpcm, non a caso, ha abbassato la soglia di riempimento dei mezzi pubblici al 50% per tentare di raffreddare l’ascesa dei nuovi casi, alle compagnie il compito di adeguarsi rapidamente. A dieci giorni dalla notte tra il 3 il 4 novembre, quando è stato firmato il Dpcm, la situazione sui mezzi delle Ferrovie Appulo Lucane sembra però essere eterogenea, ancora in divenire diciamo, se come scrive l’Unione Sindacale di Base, è ancora possibile imbattersi nella segnaletica che si rifà a provvedimenti precedenti. Di seguito, ecco cosa scrive l’Usb Lavoro Privato Puglia.

LA NOTA DELL’USB- Con il nuovo DPCM del 03 Novembre 2020 in materia di Trasporto Pubblico Locale si è stabilito un nuovo coefficiente di riempimento non superiore al 50%, nonché l’obbligo per le aziende di esporre all’ingresso dei mezzi la relativa informativa all’utenza.

Ad oggi, 13 Novembre, la situazione riscontrata sui treni FAL ci ha lasciato perplessi: alcuni treni sprovvisti di segnaletica informativa, altri con cartelli riferiti al DPCM del 07 settembre che riportano l’80% come capienza massima consentita, altri treni ancora con la corretta informativa esposto in una carrozza e quella errata nell’altra carrozza, ma soprattutto nessuna informativa o circolare divulgata al personale che nonostante stia segnalando tali mancanze sui documenti di viaggio, non ha ad oggi ricevuto alcun segnale di vita dalle alte cariche dirigenziali. Insomma, la FAL sembra essere in ritardo anche su questo fronte!

Tutto questo in piena contrapposizione alla celerità con la quale il Direttore Generale delle FAL, nelle vesti di Presidente AssTRA Puglia e Basilicata, ha inviato una lettera – datata 10 novembre – alla Regione Puglia per sollecitarla allo stanziamento dei fondi previsti a sostegno delle aziende di Trasporto Pubblico Lucane. L’ennesima dimostrazione di quanto le associazioni datoriali siano concentrate maggiormente sul profitto, anziché sulla tutela del Diritto alla Mobilità!

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