Il coronavirus, anche in questa seconda ondata, ha fatto il suo ingresso nel 118 Barese mettendo a rischio i sanitari più esposti al contagio. Quattro operatori sanitari, infatti, alla fine di settembre hanno espletato un turno di servizio; nei primi giorni di ottobre, un membro dell’equipaggio ha iniziato a presentare sintomi respiratori e febbre. Di lì a qualche giorno tutto l’equipaggio è risultato positivo al tampone per covid e posto in quarantena.

Nei giorni successivi un altro operatore della stessa postazione, seppur asintomatico, è risultato positivo al tampone; anche per lui è scattata la quarantena. Tutto il personale della postazione di Gravina è stato successivamente sottoposto al primo tampone di screening. Al momento non è dato sapere come la ASL possa risalire al caso zero, fonte di contagio.

La postazione è stata sottoposta a due interventi di sanificazione ambientale. Pare che siano stati programmati ulteriori tamponi di controllo a distanza di tempo per il personale 118 in servizio a Gravina.

Contemporaneamente allo scoppio del focolaio che ha coinvolto il 118 del comune murgianano, il Sindaco Alesio Valente ha disposto la chiusura di tutte le scuole, riaperte il giorno successivo, in seguito al riscontro di positività di 4 alunni.

Nessun test sierologico o altro test di conferma è stato effettuato al personale del 118 risultato positivo, ma tuttora asintomatico. Il rischio di false positività, di potenziale diffusione del contagio tra la popolazione da parte degli stessi sanitari, e il disservizio dello stesso sistema di emergenza-urgenza, a causa delle defezioni per quarantena, rimangono criticità da affrontare. Nei prossimi giorni seguiremo gli sviluppi della vicenda.

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