Le piantate, le chiandate in dialetto barese, campagne al confine tra Bitritto e Loseto, a ridosso dell’Autostrada A14. Sotto i nostri piedi, nella terra dei Di Cosola, sarebbe stato sepolto il cadavere di Luigi Fanelli. Sarebbe, perché nel punto indicato dal pentito e reo confesso Paolo Masciopinto, del cadavere del 19enne scomparso il 27 settembre del 1997 non è stata trovata traccia due anni fa.

Voci raccontano che qualcuno, una volta appresso dell’omicidio, avrebbe disseppellito il cadavere per poi interrarlo altrove. Così fosse, Masciopinto ne era a conoscenza? Ma potrebbe essere anche che non si sia scavato abbastanza e per di più in un punto troppo circoscritto.

Le piogge torrenziali che si sono abbattute negli anni sulla zona potrebbero aver spostato le ossa di Luigi altrove, oppure aver innalzato la distanza tra i resti e la superficie. Lucia Petroni, l’anziana mamma di Luigi, è pronta a chiedere alla Questura di riaprire il caso.

Prima di morire vorrebbe riavere ciò che resta di suo figlio, assassinato da chi non può essere condannato, perché già assolto per quel reato, confessato con la certezza di non poter avere alcuna conseguenza. Chi sa qualcosa si faccia avanti, ci sono ferite che non si rimarginano neppure dopo 22 anni.

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