Oggi il telefono è più caldo che mai, fin dalle 7 del mattino. La maggior parte delle segnalazioni, con annesse bestemmie riguardava la paralisi di via Bruno Buozzi in entrata e uscita da Bari a causa del lavori per il rifacimento del manto stradale. Abbiamo scritto un articolo, ma il telefono ha continuato a squillare incessantemente. Siamo saliti sullo scooter per raggiungere il cantiere, notando fin da subito che la situazione era “drammatica”.

In tanti sono rimasti in coda anche per 40 minuti. La domanda è sempre la stessa: ma non si possono fare la notte lavori del genere? Evidentemente no, visto che si è scelto di procedere senza neppure sospenderli nell’ora di punta. La domanda non è stata gradita dagli operai, come se la responsabilità fosse la loro. Uno dei lavoratori ha inscenato la solita aggressione fisica, con mano sulla telecamera e minaccia di rompere l’apparecchio nel caso avessimo continuato a riprendere. Perché?

Ormai sembra quasi che in questa città sia vietato fare domande, cercare di capire il motivo di certe decisioni. Tra i più infuriati, il gestore della stazione di servizio Esso. “Nessuno ci ha avvisti – denuncia – avessimo saputo oggi non avremmo aperto, evitando di perdere almeno 2mila euro. Vorrei proprio sapere chi ha dato l’autorizzazione. Se ne sbattono del lavoro altrui, la prossima volta blocchiamo la strada”.

Ci uniamo alla richiesta dell’imprenditore. Chi ha dato l’autorizzazione? Perché non è stato possibile fare i lavori di notte, quando il transito delle auto è limitato? Speriamo qualcuno si degno di rispondere, anche l’azienda incaricata dei lavori per spiegare il comportamento del suo dipendente. Noi, come loro, eravamo lì per lavorare.

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