Quattro stracci e un po’ di corda per fermare i pesanti grigliati di ferro trasportati sul tetto del fugone. Quando abbiamo visto oscillare pericolosamente il carico c’è venuto un colpo, persino più intenso di quella volta che il ciclista sbucò all’improvviso sulla rampa della statale 16 che avevamo appena imboccato.

Sì, sempre quella benedetta statale, dove tutto succede, non solo nel vivo delle vacanze. Le griglie di ferro facevano su e giù. A dirla alla barese, erano in quella condizione intraducibile dell’ammandìnete ca t’ammandènghe. Il furgone viaggiava in direzione sud.

L’impressione che potesse accadere da un momento all’altro qualcosa alla “Final Destination” è aumentata quando ci siamo accorti del sistema di tenuta impiegato per scongiurare la strage. Metodo artigianale, fin troppo, assolutamente inadeguato in considerazione del pesante carico. Anche questa volta è andata bene. Voi, però, aprite gli occhi, che a chiuderli per sempre ci vuole un attimo.

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