“Crediamo che l’assessore Lopalco, con una ospitata televisiva in meno, riuscirebbe a trovare anche il tempo per ascoltare cosa hanno da dire le nostre organizzazioni del pubblico impiego, le rappresentanze dei medici, le segreterie confederali, e magari spiegare loro come mai solo la Puglia ha registrato il 10%  di positivi dell’intero paese”.

I segretari generali di Cgil, Cisl e Ul sono stati i primi ad attaccare l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco. L’assessore alla Sanità della Regione Puglia “sostiene che confrontarsi con i sindacati sarebbe un agire sostanzialmente sterile, addirittura una perdita di tempo. E tempo non ce n’è, afferma. E lo afferma saltando tra una tv e l’altra, sia regionale che nazionale – spiegano i sindacati -. Chiediamo a Lopalco di portare maggior rispetto per la rappresentanza sociale di questa regione, che agisce sempre e soltanto nell’interesse generale e per contribuire a trovare soluzioni”.

“I numeri da due settimane non sembrano calare, nelle Rsa pugliesi continuano ad esserci un numero così elevato di positivi e vogliamo sapere quali azioni ispettive ha pensato di mettere in campo la Regione”, concludono Cgil, Cisl e Ul.

A rincarare la dose ci hanno pensato i medici di base, denunciando le criticità della piattaforma informatica per prenotare i tamponi. “A 6 giorni dall’ordinanza presidenziale e ad oltre 20 giorni dalla sottoscrizione dell’accordo regionale sulla presa in carico dei pazienti Covid da parte dei medici di medicina generale – precisa il segretario regionale Fimmg, Donato Monopoli – la Regione, in un silenzio sconcertante, non ha ancora messo a disposizione la piattaforma informatica necessaria a gestire le attività di prenotazione del tampone molecolare e di rafforzamento a supporto delle attività di sanità pubblica”.

Ma non basta. A farsi largo è anche un gruppo di professori italiani, tra cui molti baresi, che ha replicato con durezza ad un post pubblicato su Facebook da Lopalco nei giorni scorsi dove viene sottolineato che “la chiusura delle scuole sarebbe uno dei due interventi non farmacologici di prevenzione alla diffusione del contagio a maggiore efficacia in termini di riduzione dell’indice di diffusione Rt”.

“Un singolo studio non è sufficiente a dimostrare una tesi, soprattutto quando ce ne sono tanti altri che forniscono evidenza contraria – spiegano -. La ricerca ha un limite temporale perché i dati si riferiscono al periodo di marzo-aprile 2020, quando non erano stati implementati i protocolli per contenere il contagio nelle scuole. Non riteniamo sia corretta nei confronti degli autori  dello studio alcuna strumentalizzazione dei risultati, né tantomeno una lettura parziale del loro elaborato”.

Non si è fatta attendere la risposta di Lopalco. “Stiamo lavorando a un piano soprattutto per la ripresa scolastica perché la grande novità del 2021 sarà quella che con alta probabilità aumenterà la didattica in presenza – spiega -. Stiamo stendendo un piano per migliorare il sistema, non tanto di tracciamento, ma di screening nelle scuole. La Puglia è pienamente in fascia gialla, fra l’altro la maggior parte di quegli indicatori che la scorsa settimana ci ponevano in una situazione ad alto rischio si sono normalizzati. Quindi, alla fine, rimane solo un indicatore, che è il numero di focolai, che ci pone ancora in questa sottoclasse di alto rischio di progressione”.

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