La percentuale del rapporto tra positivi e tamponi è tornata a salire in Puglia, come evidenziato nel bollettino odierno dopo il leggero calo a cui si è assistito negli ultimi giorni.

Secondo quanto riportato dal monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute, pubblicato su Adnkronos Salute, la Regione Puglia è tornata ad essere zona ad “alto rischio”, nonostante un indice RT pari allo 0.88.

Quello nazionale sale a 0,90 in questa settimana, resta sempre sotto la soglia dell’1, ma “il motore dell’epidemia è ancora attivo” in alcune Regioni, tra cui la Puglia, dove “si sta registrando adesso il picco di infetti attivi dopo che si è spenta la fiammata della seconda ondata”.

Ecco i valori dell’indice RT regione per regione: Abruzzo 0.70; Basilicata 0.69; Calabria 0.80; Campania 0.65; Emilia Romagna 0.82; Friuli Venezia Giulia 0.78; Lazio 0.96; Liguria 0.82; Lombardia 0.92; Marche 0.81; Molise 1.02; Provincia autonoma Bolzano 0.71; Piemonte 0.69; Provincia autonoma di Trento 0.68; Puglia 0.88; Sardegna 0.74; Sicilia 0.74; Toscana 0.70; Umbria 0.76; Valle d’Aosta 0.68; Veneto 1.11.

“Dodici Regioni/PPAA sono classificate a rischio moderato, di cui 4 (Emilia-Romagna, Molise, PA Trento e Valle d’Aosta) hanno una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese nel caso si mantenga invariata l’attuale trasmissibilità – si legge nel documento -. Quattro Regioni sono classificate a rischio Basso, 5 (Liguria, Marche, Puglia, Umbria e Veneto), sono classificate a rischio Alto”.

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