Essere artisti di strada è un vero e proprio lavoro e per farlo bisogna seguire delle regole, oltrepassarle potrebbe essere un offesa a chi di questo lavoro ne ha fatto una vera e propria missione. Poco tempo fa abbiamo parlato del caso di Marcello, il chitarrista barese al quale la Polizia Locale ha sequestrato i suoi strumenti. In merito al racconto ci ha scritto una lettera il presidente di FNAS, Federazione Nazionale delle Arti di Strada, Giuseppe Boron, che ha voluto chiarire le regole che i molti talentuosi devono rispettare per non avere problemi con il Comune e i cittadini.

LA LETTERA:

“Gentile Eleonora, sono Giuseppe Boron, presidente di FNAS – Federazione Nazionale delle Arti in Strada, ho letto con attenzione il suo articolo. La Federazione è da qualche anno impegnata in battaglie per il riconoscimento educativo, culturale e sociale dell’arte di strada e si batte per l’utilizzo artistico dello spazio pubblico come diritto del cittadino, di qualsiasi cittadino.

Proprio in questi giorni stiamo organizzando a Sanremo, cittadina che da qualche mese si è distinta per aver approvato un regolamento discriminatorio e repressivo, una manifestazione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sull’importanza della libertà di espressione.

Detto questo però, risulta determinante per praticare l’arte di strada avere un’etica comune e principi imprescindibili di rispetto e di civiltà per il territorio che ospita l’artista. Ci sono norme, ora scritte anche nei regolamenti, che l’artista mette in pratica da sempre e vanno seguite. Pena le multe e i sequestri? No, non fare correttamente arte di strada, fare spettacolo, guadagnarsi la pagnotta, inventarsi la vita, ma non fare arte di strada, perché l’arte di strada rispetta il territorio e chi ci vive, si inserisce armoniosamente in esso e ne migliora la qualità di vita percepita.

Gli artisti che alzano i volumi, che non si spostano spesso, che tornano quotidianamente negli stessi luoghi, che non li fanno riposare, che considerano l’arte di strada come un lavoro non fanno arte di strada. L’arte di strada è piccola, anche provocatoria, invadente talvolta, ma non invasiva, non si pone mai in contrasto con il luogo, con il potere e con la cultura imperante sì, ma non con il luogo che la ospita e sempre, ribadisco, per un tempo limitato.

Non ci piacciono le multe e ancor meno i sequestri, preferiamo il dialogo e la condivisione, ma, conoscendo Bari come città accogliente per gli artisti, presumo che questi argomenti siano stati usati. Se vogliamo che la libertà espressiva e l’arte di strada crescano e invadano sempre di più e meglio la nostra quotidianità dobbiamo imparare a stare in strada, a rispettarla e ad amarla.

Se qualcuno non sa come ci chiami oppure si legga sul nostro sito http://www.fnas.it il codice etico dell’artista di strada, sono poche norme di buon senso, ma che vale la pena ripetersi prima di cominciare a praticare l’arte di strada”.

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