“Il rimborso è un diritto dei cittadini. I Comuni possono verificare in maniera automatica dove la tassa è stata applicata in maniera errata e restituire direttamente ai cittadini quel surplus di tasse che hanno pagato, senza attendere l’istanza”. È ciò che ha annunciato Antonio Decaro, Sindaco di Bari e Presidente dell’Anci, ai microfoni di Radio 24 durante la trasmissione “Due Di Denari”.

Il rimborso a cui Decaro fa riferimento riguarda la TaRi. L’imposta comunale sui rifiuti, istituita con la legge di stabilità nel 2014. Tassa che attualmente sta facendo molto discutere a livello nazionale per l’errata attribuzione della quota variabile che alcuni Comuni avrebbero illegittimamente applicato sulle pertinenze delle abitazioni principali, quali box, cantine o altro. La conseguenza sarebbe una maggiorazione in bolletta degli importi da pagare per i cittadini.

La questione ha provocato sconcerto e confusione tra gli utenti, specie per chi non è abituato o non sa districarsi tra calcoli, percentuali e commi. Ma se le parole del Presidente dell’Anci sono state chiare e rassicuranti, non lo sono, invece, quelle dei comuni. La ragione è da ricercarsi perlopiù nelle azioni non univoche adottate dagli stessi. Infatti se alcune Amministrazioni hanno deciso di seguire le indicazioni di Decaro, altre o sono ancora in pausa di riflessione o pensano di agire diversamente.

Per quanto riguarda Capurso, secondo il consigliere comunale Giovanni Puggione, che in passato, per il suo lavoro, ha già ottenuto diversi rimborsi per errati conteggi sulla TaRi, sarebbe auspicabile l’apertura di un tavolo tecnico per trovare azioni di verifica, in linea con i suggerimenti del Presidente dell’Anci. Ma l’assessore ai tributi e al bilancio, Nicola Buono, con un comunicato del 19 novembre scorso, ha escluso la possibilità  di un tavolo tecnico, in quanto per il Comune di Capurso, i controlli sono e restano di competenza degli uffici, nel rispetto delle norme.

“A luglio 2015 – dice Puggione -, anno in cui è partita la Tari a Capurso, si sono verificate situazioni di errori dichiarati, che ho subito segnalato e fatto rettificare secondo il corretto dettato del Regolamento TaRi del Comune. È importante sapere che il Regolamento afferma, in modo chiaro, che in nessun caso, a un garage, cantina o deposito, che costituisca pertinenza o meno, e che non sia destinato ad attività economiche, può essere applicata una distinta quota variabile, pari a quella del numero dei componenti del nucleo familiare presente in Anagrafe”.

“Tuttavia, – continua – nel 2015 ci fu un’applicazione del Regolamento errata. Che portò a richieste di pagamento non corrette. Addirittura con rimborsi non ancora erogati per le annualità precedenti. Ecco perché, nelle more dei chiarimenti già annunciati che arriveranno dal Mef e sulla scorta delle mie verifiche del 2015, ho chiesto più volte l’apertura di un tavolo tecnico per discutere, insieme alla maggioranza, le possibili azioni di verifica. Ma con la nota 23053, contenuta nel comunicato di Nicola Buono del 19, di fatto, si rigetta l’automatismo evocato da De Caro, ritenendo fattibile un’azione di controllo da parte del Comune solo dietro un’ istanza del cittadino”.

“A questo punto – conclude Puggione –, non ci resta che sperare nella buona informazione e conoscenza che aiutino i cittadini di Capurso a riconoscere eventuali surplus per reclamarli legittimamente”.

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