Mentre andava in scena la manifestazione, dal Ministero è arrivata la circolare: gli agenti di Polizia Locale possono tornare a svolgere compiti di vigilanza nei seggi del referendum. Da qui, la scelta di sospendere le azioni di protesta. La questione delle competenze e del loro status giuridico, però, resta tutta, oggi come un anno fa. Sono delusi, arrabbiati, amareggiati. Qualcuno minaccia persino di restituire la divisa.

Con grande senso di dignità, i mezzi affiancati ordinatamente uno all’altro, gli uomini e le donne del Corpo di Polizia Locale sono scesi in piazza Libertà, in quello spazio che collega Prefettura e Comune. Vogliono sapere esattamente di cosa si devono occupare. Se l’ordine pubblico non è di loro competenza, allora non vogliono più controllare i documenti a bordo degli autobus dell’Amtab, non vogliono più dover in caso di scippi, sono stanchi di rischiare in prima persona secondo convenienza. senza alcuna indennità di rischio o tutela.

Una delegazione di agenti è stata ricevuta dal Vicario del Prefetto. L’impegno preso è quello di inviare una lettera a Roma per rimarcare i problemi che interessano la categoria. L’incontro è valutato positivamente, anche se, dopo il referendum, la protesta per tutte le questioni a carattere nazionale riprenderanno. In buona sostanza, la circolare del Ministero riconosce la difformità del trattamento nel corso del tempo patita dal Corpo, e questo, per gli agenti, non va bene.

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