Gli alberi piantumati sabato 21 marzo nel “Parchetto delle culture” a compensazione della CO2 consumata durante gli eventi dell’ultime festività natalizie, come espressamente previsto dai bandi emessi dal Comune “Natale a Bari” e “Capodanno a Bari”, sono stati richiesti all’Arif, l’Agenzia Regionale per le attività Irrigue e Forestali che li ha donati gratuitamente, due mesi dopo la scadenza (6 gennaio) dei termini previsti nei bandi stessi, il 6 marzo. La mail è partita da EMS Ente Modelli Sostenibili con sede a Lecce. Questo, stando ad alcune indiscrezioni di cui siamo venuti a conoscenza.

A pagina 5, l’avviso pubblico vinto da Cube Comunicazione emanato dal Comune di Bari per l’organizzazione degli eventi dal 6 dicembre al 6 gennaio , esclusa la notte di Capodanno per cui fu emanato un bando a parte vinto da Bass Culture, era chiarissimo: “Il soggetto aggiudicatario, inoltre, dovrà – a pena di esclusione – individuare a sua cura e spese, un accreditato ente certificatore della quantità di CO2 consumata durante le esibizioni e lo svolgimento dell’intero cartellone unico di eventi, impegnandosi a proprie spese a piantumare un’adeguata quantità di alberi – entro e non oltre il giorno 6 gennaio 2015“.

Dunque, a Cube spettava l’obbligo di piantumare gli alberi entro e non oltre il 6 gennaio e sempre a Cube spettava l’obbligo di individuare l’accreditato ente certificatore. Punto.

Ora, se il calendario non è un’opinione, il 6 gennaio è abbondantemente superato e degli alberi, fino al 21 marzo, giorno della piantumazione effettiva dei primi arbusti, nemmeno l’ombra. Stando così le cose, Cube non avrebbe rispettato le condizioni del bando, vinto con un’offerta pari a 180mila euro. Ma andiamo oltre.

Il bando chiedeva l’individuazione di un “accreditato ente certificatore” della quantità di CO2 consumata. Nel comunicato stampa del comune con cui si annuncia la piantumazione si legge: «A certificare l’impatto ambientale l’associazione “Ecofesta Puglia”, vincitrice del bando Social Innovation del Miur nell’ambito del progetto “La Tradizione fa Eco- modello di sostenibilità per innovare la tradizione e rivoluzionare gli eventi pugliesi”, che già nel corso degli eventi a cavallo tra dicembre e gennaio si era occupata delle attività di riduzione e differenziazione dei rifiuti, informazione e sensibilizzazione».

Dunque, l’ente indicato da Cube sarebbe Ecofesta Puglia, sul cui sito non c’è traccia di accreditamento come ente certificatore. Leggendo attentamente il sito, comunque, veniamo a sapere che “Ecofesta Puglia” non è un ente bensì un marchio registrato dall’associazione di promozione sociale EMS – Ente Modelli Sostenibili, (quelli che hanno chiesto gli alberi all’Arif, a quanto pare) successivamente “affidato e gestito da Roberto Paladini, Ilaria Calò, Loreta Ragone” c’è scritto sempre sul sito, persone contro cui, sia chiaro, non abbiamo assolutamente nulla da dire. Per sicurezza, abbiamo controllato sul sito di Accredia, l’unico organismo nazionale autorizzato dallo Stato a svolgere attività di accreditamento. Su EMS – Ente Modelli Sostenibili, su Loreta Ragone e su Ilaria Calò non abbiamo trovato niente, per quanto riguarda Roberto Paladini, invece, abbiamo trovato un certificato rilasciato in favore di una impresa iscritta alla Camera di Commercio di Roma che si occupa del “recupero di taluni gas fluorurati ad effetto serra dagli impianti di condizionamento d’aria dei veicoli a motore“. Niente a che fare, a quanto sembra, con il laureando in Ingegneria dei Materiali presso l’Università del Salento che figura nel sito di Ecofesta Puglia.

Passando al bando per il Capodanno, aggiudicato da Bass Culture come già detto, la stessa identica dicitura “Il soggetto aggiudicatario, inoltre, dovrà – a pena di esclusione – individuare a sua cura e spese, un accreditato ente certificatore della quantità di CO2 consumata durante le esibizioni e lo svolgimento dell’intero cartellone unico di eventi, impegnandosi a proprie spese a piantumare un’adeguata quantità di alberi – entro e non oltre il giorno 6 gennaio 2015” compare a pagina 3. Sulla base di quanto detto per il Natale, anche Bass Culture sembra non aver rispettato i termini del bando, aggiudicato con un’offerta di 100mila euro.

Fin qui, i fatti. Ci sia concessa qualche considerazione adesso. La certificazione della CO2 consumata durante gli eventi è uno dei fattori che ha fatto desistere diverse agenzie dal partecipare al bando. Per la certificazione, rilasciata solo successivamente all’aggiudicazione del bando, un vero ente certificatore ci ha chiesto 5mila euro, da sottrarre all’importo con cui si è vinto il bando, i cui margini di guadagno erano già ristretti. Certificazione alla mano, avremmo saputo anche il numero e la varietà di alberi necessari alla compensazione, il cui importo va ulteriormente sottratto alla cifra pattuita per organizzare gli eventi. Da qui le domande a cui vorremmo una risposta.

È stato il Comune a derogare sulla data inizialmente prevista per la piantumazione? Se è così, per quale motivo è stata inserita nel bando, oltre tutto come clausola escludente? Il bando, allora, è stato redatto correttamente? Perché gli alberi piantumati sono stati chiesti all’Arif due mesi dopo i termini previsti dal bando di gara? Ecofesta Puglia è o non è un ente certificatore accreditato della quantità di CO2 consumata? Ecofesta Puglia è o non è l’ente certificatore indicato da Cube e da Bass Culture? Dato che il bando non richiedeva necessariamente un ente regionale, è una coincidenza il fatto che due società in gara per due bandi diversi hanno indicato lo stesso soggetto? Se Ecofesta Puglia non è un ente certificatore accreditato, perché le varie commissioni e giurie hanno ritenuto idonee le proposte presentate da Cube e Bass Culture?

Per noi, tutta questa vicenda è poco chiara, se l’assessore Silvio Maselli, o qualcuno dei soggetti coinvolti, vuole rispondere alle nostre domande, siamo a disposizione.

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