Secondo quanto ci è stato rivelato – chiedendoci di mantenere l’anonimato per paura di ripercussioni – molti dei soccorritori non avrebbero le più elementari competenze per stare a bordo di un’ambulanza.

Non è la prima volta che chi si rivolge a noi per denunciare irregolarità nell’ambito del 118 subisce minacce o viene allontanato dall’associazione di volontariato per la quale prestava servizio.

Come si fa a diventare soccorritore? 

Conseguire un attestato da soccorritore addetto a mezzi di soccorso come disposto dalla L.R. n°27 del 15 Dicembre 1993, poi modificata con L.R. n°17 del 5 Agosto 1996, non è difficile. La cosa complessa è diventare verso soccorritore sul campo. Sono necessari anni di gavetta.

Si spieghi meglio. Se volessi un attestato da soccorritore cosa dovrei fare?

Basta frequentare il corso da soccorritore organizzato dalle associazioni di volontariato, in collaborazione con i centri di formazioni delle Asl della Puglia. Il percorso formativo è composto da 25 lezioni teoriche, tenute da medici e infermieri di pronto soccorso, da un ora ciascuna, 50 ore di pronto soccorso e 50 ore di ambulanza per poi passare in seduta d’esame con un argomento a piacere. Non è prevista neppure la prova pratica.

A cosa servono allora le 50 ore di pronto soccorso e le 50 di ambulanza?

Le 50 ore di pronto soccorso dovrebbero servire a una conoscenza generica al soccorso e all’approccio col paziente; quelle di ambulanza, invece, dovrebbero servire ad apprendere specifiche nozioni riguardanti le tecniche di immobilizzazione, barellaggio,  trasporto del paziente e conoscenza di tutte le attrezzature presenti in ambulanza.

Su quali ambulanze vengono svolte queste ore?

Per chi frequenta un corso organizzato da un’associazione convenzionata col 118 le ore vengono fatte a bordo delle ambulanze impegnate nelle postazioni territoriali e, in alcuni casi, questi tirocinanti frequentano le postazioni nelle ore notturne. L’unica cosa che imparano è preparare la loro branda per la notte. La cosa preoccupante è che in ogni caso gli vengono convalidate le 50 ore senza aver appreso un bel niente.

Per le associazioni che non fanno attività 118 come funziona?

Il rappresentante legale stila una sorta di certificazione, con la quale dichiara che i partecipanti al corso hanno svolto le cinquanta ore a bordo delle ambulanze associative impegnate in servizi secondari. In altre parole al massimo hanno imparato a fare una semplice medicazione.

C’è pur sempre l’esame finale?

L’esame finale consiste nel portare un argomento a piacere, un po’ come i temi a piacere in terza elementare, senza nessuna prova pratica. Lei si sentirebbe al sicuro nelle mani di queste persone?

Assolutamente no. Ma dopo aver preso l’attestato in queste condizioni si può fare anche 118?

Certamente.

Con così poca esperienza la vita di un essere umano può essere affidata a una persona incapace di gestire situazioni di emergenza? Non ci vorrebbe un’abilitazione specifica per poter effettuare un servizio pubblico così delicato?

Purtroppo questa è la realtà del 118 in Puglia. Persone fresche di corso e senza nessuna esperienza, non solo mettono a repentaglio la vita dei pazienti, ma mettono anche a rischio la professione dei sanitari presenti sulle ambulanze. Medici e infermieri che rispondono in prima persona penalmente, in quanto sono tenuti a vigilare e a segnalare eventuali inadempienze del personale volontario e dipendente.

Ma chi decide di inserire in organico queste persone inesperte?

I presidenti delle associazioni che gestiscono le postazioni 118 a loro affidate, ma attenzione non è il caso di tutte. Ci sono associazioni serie e scrupolose che si impegnano al massimo per dare un certo tipo di professionalità.

Data la tua esperienza cosa andrebbe fatto per garantire un certo tipo di professionalità?

Secondo me andrebbe istituita una Commissione esaminatrice formata dai medici e infermieri della territoriale 118, in modo da esaminare tutte le persone in possesso di attestato, tanto da poter rilasciare una certificato di abilitazione al 118. Naturalmente con spese a carico dei partecipanti per l’allestimento della sede d’esame, così come funziona per l’attuale corso da soccorritore.

Perché una commissione formata da medici e infermieri del 118?

Perché i medici del 118 sono in possesso di patentino che li abilita alla medicina medica d’emergenza territoriale e da loro contratto sono gli unici preposti alla formazione del personale 118. Gli infermieri, invece, sono sicuramente persone che oltre al diploma o laurea in scienze infermieristica, hanno un percorso formativo in emergenza sanitaria abbastanza documentato (ADVANCED CARDIAC LIFE SUPPORT).

E che fine farebbe se una persona con attestato da soccorritore non riuscisse a ottenere l’abilitazione al 118?

Potrebbe continuare la sua attività di soccorritore volontario su ambulanze che vengono impegnate in servizi secondari e non d’emergenza pubblica

E quali sarebbero questi servizi secondari?

Trasporti secondari programmati, manifestazioni sportive, feste di piazza, tutto quello che non ha a che fare con l’emergenza sanitaria in prima linea.

E se durante una di queste attività si presentasse la necessità di prestare soccorso a un paziente mediamente critico?

Deve essere sempre allertato il 118, il quale invierà un mezzo di soccorso avanzato come da protocollo. Troppi incompetenti ed esaltati viaggiano a bordo delle ambulanze che svolgono un servizio pubblico così delicato e, a volte, se penso che nelle mani di questi pseudo soccorritori possa capitare un mio caro, mi fa veramente sgomento e dovrebbe fare sgomento anche ai dirigenti del servizio 118.

Cosa ne pensi della video denuncia esposta dal presidente nazionale e regionale della CO.ES.?

Giustissimo, anche questo è un tasto dolente, troppi incapaci alla guida dei mezzi d’emergenza. È inammissibile che una persona che abbia raggiunto il 21° anno di età e tre anni di patente di categoria B possa condurre un mezzo d’emergenza in un servizio istituzionale pubblico come il 118 e tengo a precisare che alcuni di questi personaggi, oltre a essere incapaci a condurre un veicolo adibito a servizi d’emergenza, sono anche impediti a svolgere l’attività di soccorritore, e quindi mi chiedo: a cosa servono queste persone? Spero che la Asl possa intervenire quanto prima.

20.5.2013

Antonio Loconte

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