Tariffe parcheggio Polipark, proteste dei medici: il Comune di Bari chiede la sospensione dell’aumento

Il Comune di Bari ha mosso un’importante richiesta all’Amtab, l’azienda che gestisce i trasporti pubblici nella città pugliese. Il sindaco Antonio Decaro ha chiesto di sospendere l’aumento delle tariffe giornaliere del parcheggio Polipark, utilizzato principalmente dagli utenti del Policlinico di Bari. L’aumento delle tariffe, che porterebbe il costo del parcheggio da 1 a 2,50 euro, è stato proposto dall’Amtab e ratificato attraverso una delibera lo scorso giugno.

La richiesta del sindaco Decaro arriva in seguito alle preoccupazioni sollevate da diverse categorie di utenti del parcheggio, tra cui medici, specializzandi, operatori sanitari e dipendenti del Policlinico. Questi gruppi, insieme a rappresentanti sindacali e associazioni, hanno espresso timori riguardo all’impatto economico negativo che un aumento delle tariffe potrebbe avere sul loro quotidiano, soprattutto considerando la necessità di frequentare il Policlinico per motivi di lavoro o studio.

La richiesta di sospensione dell’aumento delle tariffe è stata anche supportata da due consiglieri comunali, Antonello Delle Fontane del Movimento 5 Stelle e Pietro Albenzio del partito Decaro Per Bari. Durante un’audizione della presidente Amtab Angela Donvito presso la Commissione comunale Qualità dei Servizi, i due consiglieri hanno messo in evidenza le esigenze degli utenti del Policlinico e le preoccupazioni dei parenti dei pazienti, sottolineando l’importanza di garantire un trattamento equo per coloro che devono utilizzare il parcheggio.

Il sindaco Decaro ha invocato una verifica dettagliata sugli effetti finanziari delle modifiche tariffarie proposte, in modo da garantire che l’equilibrio economico del Piano di Risanamento e Ristrutturazione recentemente approvato dall’Amtab non venga compromesso. La richiesta del sindaco include anche la proposta di esaminare alternative basate sui dati di utilizzo del parcheggio, al fine di soddisfare le esigenze degli utenti senza gravare eccessivamente sulle loro tasche.

Questa mossa del Comune di Bari evidenzia un impegno per ascoltare e rispondere alle preoccupazioni dei cittadini e dei lavoratori, soprattutto in un contesto delicato come quello legato alla salute e all’assistenza sanitaria. La decisione finale spetterà all’Amtab, ma la richiesta del Comune mette in luce l’importanza di considerare attentamente le esigenze della comunità nella definizione delle politiche tariffarie.

Puglia, traffico illegale di rifiuti: la denuncia del Procuratore di Bari

In una vibrante audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite legate al ciclo dei rifiuti e ad altri reati ambientali e agroalimentari, il procuratore di Bari, Roberto Rossi, ha scosso le coscienze denunciando un’allarmante realtà: la Puglia si sta trasformando in una “nuova terra dei fuochi” a causa del crescente traffico illegale di rifiuti.

Rossi ha gettato luce su una situazione preoccupante, evidenziando i danni significativi inflitti alla regione dalla diffusa pratica del traffico di rifiuti. Secondo il procuratore, questo fenomeno sta causando danni ambientali e sanitari rilevanti, con ripercussioni potenzialmente devastanti sull’intera comunità.

Il traffico di rifiuti, ha sottolineato Rossi, rappresenta una minaccia imminente che richiede azioni concrete e immediate da parte delle autorità competenti. Ha enfatizzato l’urgente necessità di intensificare i controlli delle forze dell’ordine sui camion utilizzati per il trasporto dei rifiuti, esortando a una sorveglianza rigorosa e costante delle attività di smaltimento.

Il procuratore ha denunciato con veemenza la pratica scorretta e pericolosa dello “sgocciolamento” dei rifiuti direttamente sulle strade, definendola un atto “terrificante” che consente di disfarsi illegalmente di sostanze dannose e pericolose per la salute pubblica.

Rossi ha esortato le forze dell’ordine a non fidarsi delle documentazioni fornite dai trasportatori di rifiuti e ha ribadito l’importanza di agire con fermezza e determinazione per fermare questo fenomeno inaccettabile.

Le sue osservazioni hanno sollevato una campana d’allarme sulla gravità della situazione, sottolineando l’importanza di un’azione coordinata e incisiva per contrastare il traffico illegale di rifiuti e proteggere l’ambiente e la salute pubblica nella regione pugliese.

Convegno sulla violenza contro gli operatori sanitari, presentazione in Senato del corto del Dott. Fausto D’Agostino

La violenza contro gli operatori sanitari rappresenta un fenomeno sempre più diffuso e allarmante. Nel solo anno 2023, l’INAIL ha registrato circa 3.000 casi accertati di aggressioni nei confronti di operatori del settore sanitario. Questi atti non solo costituiscono infortuni sul lavoro, ma rientrano anche nella sfera dei rischi legati allo stress correlato al lavoro, con conseguenze significative sull’organizzazione stessa del lavoro.

Con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza e promuovere una cultura che condanni fermamente ogni forma di violenza nei confronti degli operatori sanitari, si terrà un importante convegno il 5 marzo, moderato dal giornalista Rai Gerardo D’Amico. L’evento che siterrà presso il Campus Bio-Medico di Roma, è organizzato in occasione della “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari” istituita dal Ministero della Salute.

“Un evento che merita la massima attenzione quello promosso dal brindisino Dott. Fausto D’Agostino insieme e su iniziativa della senatrice e vicepresidente del Senato Mariolina Castellone, che, nella Sala Caduti di Nassirya, ospiterà il prossimo 5 marzo, alle ore 17:00 l’anteprima italiana del cortometraggio “Confronti – Violenza sugli operatori sanitari” (con la partecipazione di Massimo Lopez) ideato e prodotto dal Dott. Fausto D’Agostino, dirigente medico Anestesista Rianimatore presso il Campus Bio-Medico di Roma”.

All’evento interverranno illustri personalità del settore, tra cui Roberto Garofoli, Presidente di Sezione del Consiglio di Stato, Nino Cartabellotta della Fondazione GIMBE, Patrizio Rossi dell’INAIL, Filippo Anelli, Presidente FNOMCEO, Antonio Magi, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma, Mariella Mainolfi del Ministero della Salute, Dario Iaia della Commissione Parlamentare Ecomafie e Avvocato Penalista, Fabrizio Colella, Pediatra e vittima di aggressione, e Fabio De Iaco, Presidente SIMEU.

Ospite d’eccezione sarà l’attore Lino Banfi.

Questo incontro rappresenta un’importante chiamata all’azione per affrontare e contrastare il fenomeno della violenza contro gli operatori sanitari, promuovendo una cultura di rispetto e solidarietà verso coloro che lavorano per la salute e il benessere di tutti.

Teatro Kismet, in scena “Barabba” di Antonio Tarantino con la regia di Teresa Ludovico

Torna al Teatro Kismet di Bari, su quel palcoscenico che nella passata Stagione l’ha visto debuttare, lo spettacolo Barabba, tratto da un testo del compianto Antonio Tarantino. Il vero testamento spirituale del drammaturgo scomparso nel 2020, di cui Teresa Ludovico ha curato la regia, in scena sabato 2 marzo alle ore 21 e domenica 3 marzo alle ore 18 per la Stagione ‘Bagliori’.

A interpretare Barabba – l’altro Cristo – è Michele Schiano Di Cola, che si muove in una torre di ferro, prigione da cui cercare una redenzione, pensata dallo scenografo Vincent LonguemareIl personaggio di Barabba, come si legge nell’introduzione al testo di Tarantino pubblicato nel 2021 da Cue Press, incarna un teatro di emozioni in cui oscillano, come maschere appese a un filo, il nostro bisogno di salvezza, la nostalgia rabbiosa di un fondamento, di un’origine.

Barabba, produzione Teatri di Bari, completa un ciclo che Teresa Ludovico ha dedicato al lavoro del Maestro Tarantino, con la messa in scena dei testi ‘La casa di Ramallah’, di ‘Namur’, ‘Cara Medea’ e ‘Piccola Antigone’. “Nel 1992 ho visto lo spettacolo Stabat Mater di Tarantino interpretato da Piera Degli Esposti – racconta la regista – e sono rimasta folgorata da quel potente flusso di parole fatte di carne. Una scrittura magistrale che mi affascinava e mi intimoriva. Frequentando negli anni il Maestro ho compreso la sua necessità di scorticare le belle parole per trovare la voce, magari rauca, di quella umanità che ha paura dell’altro, che si sente continuamente minacciata e che vive di doppiezza. Le storie di Tarantino si svolgono in interni, in spazi chiusi, ma sono sempre il riflesso del fuori e della Storia. Con leggerezza e ironia riesce a coinvolgere lo spettatore in temi di grande impegno sociale. Barabba forse siamo tutti noi? Imperfetti, ridicoli, mentitori? Schegge impazzite che corrono su e giù alla ricerca di un senso dell’esistenza e della morte”.

Sabato 2 marzo nel foyer è presente lo stand dell’associazione culturale Un panda sulla luna, che gestisce anche una libreria a Terlizzi: uno spazio dove gli spettatori potranno acquistare e ricevere consigli sul prossimo libro da leggere.

Domenica 3 marzo si rinnova l’appuntamento con Lo Spettatore critico: gli artisti incontreranno nel foyer il pubblico.

La Stagione ‘Bagliori’ del Teatro Kismet è realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Puglia e del Comune di Bari.

I biglietti della Stagione serale 2023.24 ‘Bagliori’ partono da un prezzo di 14 euro, disponibili al botteghino del Kismet (strada San Giorgio martire 22F, Bari) e online sul circuito Vivaticket. Il botteghino è attivo dal martedì al venerdì ore 10.30 – 12.30 | 16.30 – 19 e due ore prima dello spettacolo. Previsti anche abbonamenti alla Stagione serale e a combinazioni di spettacoli a prezzi agevolati.

Per informazioni si può chiamare il botteghino del Kismet (strada San Giorgio martire 22F, Bari) al numero 335 805 22 11. La Stagione completa è disponibile sul sito www.teatridibari.it.

“Antonio Tarantino, come nei suoi drammi d’esordio, torna a dare nuova vita ad un personaggio di ascendenza evangelica. Quasi integralmente in versi, in una lingua impietosa senza più privilegi di rango, dove si mescolano commedia e tragedia, il personaggio di Barabba incarna un teatro di emozioni in cui oscillano, come maschere appese a un filo, il nostro bisogno di salvezza, la nostalgia rabbiosa di un fondamento, di un’origine” dalla presentazione al testo edito da Cue press (2021).

Barabba, per la prima volta in scena con la regia di Teresa Ludovico, completa un ciclo da lei dedicato al lavoro del Maestro.

“Nel 1992 ho visto lo spettacolo Stabat Mater di Tarantino interpretato da Piera Degli Esposti – racconta la regista – e sono rimasta folgorata da quel potente flusso di parole fatte di carne. Una scrittura magistrale che mi affascinava e mi intimoriva. Quando, qualche anno fa, Marco Martinelli ci propose uno studio per la messa in scena de La casa di Ramallah, ebbi un tuffo al cuore: ero eccitata dalla proposta e impaurita dalla verbosità della scrittura. Allora ho avvicinato il testo lentamente, cercando di assorbirlo ritmicamente e quando mi sono lasciata andare tutto è stato più semplice. Lo stesso è accaduto poi nella preparazione di Namur, Cara Medea e Piccola Antigone. Questi personaggi, spesso portatori di mitiche ferite, chiedono all’attore di essere incarnati così come si presentano: nudi e crudi, senza nessun giudizio. Frequentando negli anni il Maestro ho compreso la sua necessità di scorticare le belle parole per trovare la voce, magari rauca, di quella umanità che ha paura dell’altro, che si sente continuamente minacciata e che vive di doppiezza. Le storie di Tarantino si svolgono in interni, in spazi chiusi, ma sono sempre il riflesso del fuori e della Storia. Con leggerezza e ironia riesce a coinvolgere lo spettatore in temi di grande impegno sociale. Barabba forse siamo tutti noi? Imperfetti, ridicoli, mentitori? Schegge impazzite che corrono su e giù alla ricerca di un senso dell’esistenza e della morte. Con parole carnali, dense e infuocate, ancora una volta Tarantino evoca una verticalità che nella nostra messa in scena è restituita da una torre gabbia, creata da Vincent Longuemare.”.

Bari Calcio, scoppia il caso in Consiglio Comunale: evasi 240mila euro dalla tassa dei rifiuti

Una discussione accesa ha preso vita durante l’approvazione del bilancio di previsione al Consiglio Comunale di Bari, quando è emerso un debito di oltre 240mila euro da parte della società del Bari Calcio verso il Comune.

Il consigliere Italo Carelli del Movimento Cinque Stelle ha portato all’attenzione della lente d’ingrandimento questa somma evasa dalla squadra di calcio, gestita dalla famiglia De Laurentiis. Secondo quanto riportato nell’esame del documento finanziario, il Comune non è riuscito a riscuotere dalla società calcistica 45,326mila euro per il 2021, 95,038mila euro per il 2022 e addirittura 107,590mila euro per il 2023. Inoltre, emerge che la società avrebbe ricevuto solleciti di pagamento per la tassa dei rifiuti degli anni 2019 e 2020, nonostante avesse richiesto una rateizzazione dei pagamenti, risultando comunque in regola.

Le parole di Carelli hanno riflesso il malcontento generale: “Dopo tutto quello che stiamo subendo, venire a sapere che questi signori stanno mettendo in difficoltà la ripartizione Tributi mi fa incazzare”.

Anche tra i tifosi baresi c’è crescente malumore nei confronti della gestione della società calcistica. Recentemente, le tensioni si sono accese ulteriormente quando Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli e padre di Luigi De Laurentiis, ha definito la squadra di Bari “la nostra seconda squadra”. “Si mettano una mano sul portafoglio, oltre che sulla coscienza, cosa che spesso si dimenticano di fare”, ha commentato Carelli.

Un altro aspetto critico è stato sollevato dal capogruppo di Fratelli d’Italia Antonio Ciaula, riguardante il mancato pagamento dei servizi comunali da parte della società calcistica, incluso il servizio di polizia locale. “A Napoli è in corso un pignoramento per nove partite non pagate, figuriamoci qui a Bari, pensando a tutte le partite dalla serie D ad oggi”, ha dichiarato Ciaula.

Polemica Gasparri-Decaro, scioglimento e commissariamento del Comune di Bari per presunte collusioni mafiose

Il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, all'arrivo a Palazzo Grazioli per l'ufficio di presidenza presieduto dal premier Silvio Berlusconi, questo pomeriggio 01 giugno 2011 a Roma. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

La controversia tra il senatore Maurizio Gasparri e il sindaco di Bari, Antonio Decaro, sul possibile scioglimento del Comune dopo le indagini della Dda barese sulla presunta connivenza tra politici e clan mafiosi, continua a infiammare il dibattito politico.

Gasparri ha risposto alle dichiarazioni del sindaco Decaro, criticando un presunto messaggio ambiguo pubblicato sui social e sollecitando un’indagine approfondita sulle gestioni passate e presenti del Comune. Il senatore ha enfatizzato la necessità di un esame attento da parte delle autorità competenti e ha lodato l’iniziativa dei parlamentari del centrodestra che hanno sollevato la questione al Ministro dell’Interno.

Decaro, dal canto suo, ha respinto le accuse di Gasparri, affermando che chi ama veramente Bari non dovrebbe strumentalizzare un’inchiesta giudiziaria per fini politici. Il sindaco ha criticato il tentativo di demonizzare l’intera amministrazione sulla base di alcuni casi isolati e ha sottolineato il suo impegno nella lotta alla criminalità organizzata.

La polemica si è ulteriormente intensificata con Decaro che ha respinto le critiche di Gasparri riguardo alla gestione della coalizione politica, sottolineando che l’accusata di voto di scambio era stata candidata proprio nelle liste del centrodestra.

Decaro ha concluso affermando di non temere Gasparri né la verità, avendo personalmente denunciato i clan mafiosi della città. Ha respinto con forza l’idea di commissariare l’amministrazione comunale, definendola una mossa disperata di chi non ha proposte concrete per la città.

La polemica tra i due politici continua ad animare il panorama politico locale, mentre le indagini sulla presunta infiltrazione mafiosa nella gestione del Comune di Bari proseguono sotto l’attenzione delle autorità competenti.

Andria, adescava e derubava vittime su siti d’incontri: arrestato 31enne barese

La Polizia ha denunciato un individuo di 31 anni, proveniente dalla provincia di Bari, per una serie di truffe perpetrate tramite app di incontri online. L’uomo è stato posto agli arresti domiciliari nel suo comune di residenza, come misura cautelare.

Tutto ha avuto inizio con la denuncia di un residente di Andria, contattato su una piattaforma di incontri da un giovane che lo ha invitato a casa sua. Una volta nell’appartamento, il presunto truffatore ha chiesto di poter utilizzare il bagno e poi ha proposto di fumare una sigaretta in terrazza. Successivamente, ha chiesto di poter fare una telefonata alla moglie e alla figlia, trovando così l’opportunità di sottrarre i suoi effetti personali.

Il furto, del valore complessivo di 500 euro, includeva carte di credito e documenti d’identità. Tuttavia, il truffatore ha dimenticato un portatessere contenente documenti appartenenti a un’altra vittima, il che ha contribuito all’avvio delle indagini della Polizia.

Quest’ultima ha scoperto che la seconda vittima era stata adescata e derubata nelle vicinanze dello stadio San Nicola di Bari, dove entrambi si erano appartati in un’auto. In quell’occasione, l’uomo aveva subìto la perdita del portatessere, poi ritrovato nella casa della prima vittima ad Andria.

Le indagini sono ancora in corso per identificare ulteriori vittime e per portare il responsabile davanti alla giustizia. Questo caso evidenzia i pericoli associati agli incontri online e sottolinea l’importanza di esercitare cautela quando si tratta di incontri con persone conosciute su internet.

Si finge sacerdote e ruba le offerte, truffava parrocchie nel sud Italia: arrestato un 23enne

La polizia ha arrestato un giovane di 23 anni, residente ad Andria, con l’accusa di aver truffato diverse parrocchie nel corso di un breve periodo di tempo, fingendosi sacerdote e sfruttando la fiducia dei parroci per ottenere denaro destinato a presunte cause benefiche.

L’indagine condotta dalle autorità ha rivelato una serie di episodi in cui il presunto impostore avrebbe ingannato numerosi parroci, ottenendo somme di denaro sotto falsi pretesti. Le sue azioni avrebbero coinvolto circa una quindicina di parrocchie, sparse tra Puglia, Abruzzo e Basilicata.

Uno degli ultimi casi riscontrati è stato segnalato da un sacerdote di Canosa di Puglia, che avrebbe ceduto alla richiesta di aiuto del giovane, presentatosi come sacerdote di Taranto in difficoltà a causa di una situazione di emergenza legata a una ragazza madre. Convinto dalla storia, il sacerdote avrebbe versato al truffatore una somma di denaro pari a circa 7.000 euro.

Le indagini hanno ulteriormente rivelato che il giovane avrebbe ripetutamente approfittato della buona fede dei preti, convincendoli a elargire somme di denaro che oscillavano da un minimo di 100 euro fino a diverse migliaia di euro, sfruttando il pretesto di fornire aiuti a presunte persone bisognose.

L’accusato, già detenuto per reati analoghi, è stato colpito da un’ordinanza di custodia cautelare per truffa aggravata e sostituzione di persona. Le autorità competenti proseguono nell’indagine per determinare l’entità completa delle sue attività fraudolente e per assicurare giustizia alle vittime coinvolte nelle sue ingannevoli manipolazioni.

Questa ennesima vicenda di truffa mette in luce l’importanza di vigilare e verificare attentamente le richieste di aiuto e di beneficenza, specialmente quando provengono da individui che possono non essere chi dicono di essere.

Giacomo Olivieri, il “monologo” di un uomo “intoccabile”: minacce e intimidazioni. Continua l’inchiesta.

Nel cuore dell’inchiesta sulla presunta infiltrazione della mafia nelle elezioni comunali di Bari del 2019, emerge un eloquente “monologo” attribuito a Giacomo Olivieri, ex consigliere regionale pugliese attualmente detenuto con l’accusa di scambio elettorale politico mafioso. Il suo discorso, documentato negli atti giudiziari, offre uno sguardo penetrante nella mentalità di un individuo che si considera al di sopra della legge e intrecciato con la criminalità organizzata locale.

Nel corso di un colloquio, Olivieri si descrive come “intoccabile”, sottolineando la sua influenza e il suo status privilegiato all’interno di determinati circoli. Le sue parole, cariche di disprezzo per la legalità e per coloro che non aderiscono ai suoi desideri, indicano una personalità dominante e spietata.

Le intercettazioni, che coinvolgono anche i suoi collaboratori, riportano Olivieri tra le altre esternazioni e comandi di azioni intimidatorie, mentre minaccia di violenza e mutilazione un individuo colpevole di un presunto furto di frutta nella sua masseria. Questo sfoggio di brutalità e intimidazione, secondo quanto affermato dalla Procura, evidenzia la sua “estrema pericolosità della personalità” e il suo coinvolgimento in attività criminali.

Olivieri, inoltre, fa riferimento alle sue influenti connessioni, sottolineando le amicizie in varie parti della città e il fatto che il suo suocero abbia curato anche la sorella di un noto boss mafioso. Questi legami, secondo gli investigatori, potrebbero essere stati sfruttati per ottenere vantaggi politici illeciti durante le elezioni.

Questo “monologo” offre un’ulteriore prova del coinvolgimento di Olivieri nel presunto scambio elettorale con la mafia, mettendo in luce un individuo determinato a far valere la propria influenza a qualsiasi costo. La sua vicenda rappresenta un tassello significativo nell’inchiesta in corso, che continua a gettare luce sui legami oscuri tra politica e criminalità nella città di Bari. Per motivi di chiarezza la proprietà del Quotidiano Italiano è cambiata circa 4 anni fa e con la stessa anche i collaboratori, la nuova gestione non ha nulla a che vedere con quello che è accaduto.

Spazio Murat, Luciano Canfora presenta il suo libro “Il fascismo non è mai morto”: appuntamento per venerdì 1° marzo

Venerdì 1° marzo, alle ore 18.00, a Spazio Murat, Luciano Canfora, professore emerito dell’Università di Bari, filologo classico, storico e saggista, presenterà il suo ultimo libro, “Il fascismo non è mai morto” (Edizioni Dedalo, 2024).

L’incontro con il pubblico, a ingresso libero, si aprirà con i saluti istituzionali dell’assessora comunale alle Culture e Turismo Ines Pierucci. Il professor Canfora dialogherà poi con Maddalena Tulanti (giornalista) e Carolina Velati (Zona Franka) sui temi affrontati nel suo libro, particolarmente attuali in questo momento storico.

Il fascismo non è mai morto

Ciclicamente rispunta una teoria autoconsolatoria che sentenzia: il fascismo è finito in un preciso giorno di 79 anni fa. Per chi abbia familiarità con i tempi lunghi della storia, questa appare però, senza eccessivo sforzo mentale, come una sciocchezza.

E basterebbe del resto la cronaca del settantennio che abbiamo alle spalle per convincersi della vacuità di una tale teoria.

Lo riprova inoltre quotidianamente la cronaca, che certo non ci rallegra: tanto più che – come un secolo fa – non si tratta di una questione solo italiana.

Del resto, tutte le principali forze politiche del Novecento, dai cattolici ai neoliberali, passando per i socialisti, vivono, uguali e diverse, e variamente denominate, nel nuovo secolo. La partita, a quanto pare, è ancora aperta.

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