Una famiglia di sei persone occupa abusivamente l’alloggio popolare, mentre gli assegnatari vivono in otto in due stanze insieme alle blatte. Succede ad Adelfia. La più classica delle guerre tra poveri inizia tre anni fa, quando una famiglia si reca in Comune per autodenuciare l’occupazione. A quel punto, vengono cancellati dalla graduatoria degli aventi diritto.

Da quel momento, però, non solo l’appartamento al civico 7a di via della Resistenza non viene liberato, ma alla famiglia viene concessa la possibilità di pagare le spese delle utenze e quelle condominiali. In quella casa, però, dovrebbe starci i Citarelli: Adriana, il suo compagno che rischia di perdere le gambe a causa del diabete, quattro figli, una nuora e il nipotino di un mese.

Promesse, rinvii e alla fine il ricorso contro l’Arca presentato dagli abusivi, difesi dall’avvocato Leopoldo Di Nanna. A loro dire avrebbero diritto a quella sistemazione. La prossima udienza è stata messa in calendario il 4 giugno del 2019. Nel frattempo i Citarelli dovranno continuare ad arrangiarsi nella casa a 150 euro al mese in via Oberdan. Se la giustizia italiana fosse più celere, se non altro le due povere famiglie avrebbero potuto mettersi l’anima in pace, sapendo effettivamente chi ha il diritto di occupare legittimamente quell’immobile.

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