Una guerra tra poveri, questo rischia di creare il concorso per 200 funzionari Ripam Puglia di cui, a due mesi dall’espletamento delle prove e nonostante siano stati resi noti i nomi di vincitori e idonei, non esiste ancora la graduatoria.

Da una parte i precari storici della Regione, quelli che l’ex Assessore regionale al lavoro Leo Caroli si vantava di aver stabilizzato con un blitz in Consiglio regionale, salvo poi abbondarli al loro destino dopo l’impugnazione delle Legge Regionale da parte del Governo con un caustico «Precari erano e precari restano» di pessimo gusto. Dall’altra, tutti quelli che, con ore di studio, una trasferta a Roma pagata a proprie spese per la prova di preselezione, una prova così dura da aver “falciato” oltre il 90% dei candidati, ci hanno creduto. Non pochi, visto che al concorso si sono candidati in 36mila.

Sulle macerie del famigerato concorso è nato un comitato spontaneo presieduto da Leonardo Lorusso. Il timore di vincitori e idonei del concorso è legato all’atto dirigenziale del 27 maggio, una settimana dopo la conclusione delle prove orali del concorso, con cui è stata creata una graduatoria di precari della Regione Puglia da cui l’ente possa andare ad attingere per le future assunzioni: «Agli enti pubblici si accede per concorso, non ce lo dimentichiamo» ha detto Lorusso ai nostri microfoni.

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