foto di repertorio

La complessa vertenza del Gruppo Mercatone Uno, noto marchio della vendita di mobili e complementi d’arredo dal 7 aprile in amministrazione straordinaria, sembra prendere una strada buona. Al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, i sindacati di categoria Fisascat, Filcams, Uiltucs e i commissari straordinari hanno infatti siglato un accordo sull’accesso alla cassa integrazione straordinaria che con decorrenza dal 7 aprile 2015 riguarderà 3071 lavoratori dei 79 negozi della rete vendita.

L’Inps, considerata l’impossibilità del Gruppo di anticipare l’erogazione dell’ammortizzatore sociale, per l’intera durata dell’amministrazione straordinaria provvederà direttamente al pagamento della Cigs. I commissari straordinari sono impegnati sul doppio fronte dell’espletamento delle formalità connesse alla concessione delle garanzie statali sui finanziamenti delle grandi imprese in stato di insolvenza e della pubblicazione del bando per la cessione del complesso aziendale, a cui seguiranno le manifestazioni d’interesse degli investitori.

«Con la pubblicazione del bando finalizzato a raccogliere manifestazioni d’interesse si entrerà in una fase inedita ma assai significativa per il futuro delle società interessate dall’AS – dice il segretario nazionale della Fisascat, Vincenzo Dell’Orefice – va dato atto alla terna commissariale di aver impresso all’amministrazione straordinaria una velocità significativa. Del resto, non ci è un’altra opzione possibile. Se non si procede celermente ad attivare la garanzia statale e a fornire nel breve periodo i negozi, la crisi finanziaria che investe Mercatone Uno provocherà un’ecatombe in termini occupazionali e di credibilità di un’insegna in cerca di soggetti interessati a rilevarla».

I sindacati fanno sapere di aver appreso con soddisfazione dai commissari straordinari che ogni valutazione circa la chiusura dei negozi non è stata ancora compiuta e che il loro orientamento è di conservare il più possibile l’integrale perimetro commerciale oggi esistente. Gli stessi commissari pare abbiano dato ampia disponibilità a procedere all’apertura di una procedura di licenziamento collettivo per soddisfare le necessità variamente manifestate dai dipendenti interessati a risolvere il proprio rapporto di lavoro.

I negozi in Puglia sono in tutto sette. I punti vendita della provincia di Bari sono quello del Centro Commerciale Barimax, dove lavorano 3 operai e 35 impiegati, e quello di Terlizzi, che conta invece 7 operai e 46 impiegati.

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