Sindaco e prefetto senza mascherina, ma a distanza di sicurezza tra loro, rivolgono lo sguardo alle bandiere che sventolano a mezz’asta in segno di lutto per le vittime del coronavirus. Le note del silenzio completano la breve cerimonia di commemorazione avvenuta a Bari e nel resto d’Italia. Momento di rispetto doveroso.

Di pessimo esempio, invece, l’assembramento di operatori e giornalisti, ai quali una collaboratrice del primo cittadino ha dovuto fare da balia, mettendoli a distanza di sicurezza tra loro. Inspiegabile, sopratutto perché si è trattato di un evento che poteva essere seguito a distanza, anche in considerazione della diretta diffusa dal Sindaco di Bari sulla sua pagina Facebook.

Niente che non potesse essere ripreso con un cellulare da chi a quel momento non sarebbe potuto mancare per lavoro. Abbiamo scelto per rispetto delle nostre famiglie e di chi sta in trincea a combattere contro il virus di lavorare da casa. Una decisione sofferta, che ci è costata grande sacrificio, anche in virtù delle decine di segnalazioni che ogni giorno continuano ad arrivare in redazione.

Avremmo compreso, come altri colleghi hanno scelto di fare, il racconto nei reparti covid o la diffusione di storie di medici e pazienti, ma le riprese di un momento di questo tipo o quelle del volo di un drone per il controllo degli indisciplinati fatte alcuni giorni fa al San Paolo, non meritino un simile assembramento di operatori e giornalisti. Sarebbe il caso di evitare rischi inutili, avendo constatato proprio a Bari come il coronavirus non risparmi i giornalisti.

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