Sentire il suono del pericolo, vederne le linee che disegnano un groviglio di situazioni insidiose e scorgerne i volti, impastati con colori di densa materia che ne alterano le fisionomie. Individuare tre personaggi e assegnare ad ognuno un proprio ruolo per costruirci una riflessione, e svilupparla in forma narrativa. I tre cattivi esempi da non seguire sono in questo caso Marco, Tom e Moll, protagonisti della serie di dipinti, disegni e video esposti nell’omonima personale che la galleria Microba dedica al giovane artista napoletano Adriano Annino.

Partendo dalla guida sulla prevenzione degli incidenti domestici ed educazione sanitaria realizzata dai genitori per le scuole, Annino costruisce un racconto visivo, complesso sia per linguaggi che per reinterpretazioni. Se le carte da gioco illustrano pericoli e rischi dell’infanzia, età identificata dal personaggio di Marco, a Tom e Moll l’artista vi ricorre per declinare, rispettivamente al maschile e al femminile, gli incidenti di percorso in cui si imbattono il libertino e la prostituta rappresentati da William Hogarth.

La mano di Annino ce li restituisce con un tratto sciolto ma vigoroso, animato nell’installazione video-sonora dalla musica di Stockhausen, risultando un valido contrappunto alle tele dipinte ad olio che si alternano ai disegni, ora su carta, ora su foglio lucido. L’illustrazione cede il passo a una narrazione dominata da una teatralità a tinte quasi barocche, forse retaggio delle origini partenopee dell’artista. L’allestimento infine, progettato con il curatore Nicola Zito come un’installazione a parete, è una scansione ritmica di pieni e vuoti che risolve in perfetta e concreta sintesi l’idea di un cerchio che si chiude, in cui si avvicendano immagini in movimento, grafica, pittura e suono.

Diplomato al conservatorio e quindi già abituato in esposizioni precedenti a far interagire diversi livelli espressivi, quella condotta da Annino per questa personale è un’indagine sul pericolo che attraverso le esperienze di questi tre “antieroi funzionali”, attraversa tre cicli della vita, dall’infanzia all’età adulta. Incrociando diversi registri, tocca aspettative, illusioni, speranze disattese e ambizioni ingorde, riuscendo ad esprimere ognuno di questi stati in maniera ironica, seppur il tema del rischio, risulti sempre eternamente delicato e attuale. Ma nonostante il continuo ravvedersi e cautelarsi, anche attraverso la rappresentazione visiva di questo vademecum di regole, l’artista cela quell’amara e realistica riflessione di fondo per cui mai, nessun prontuario risulterà abbastanza efficace per ogni insidiosa e inaspettata circostanza.

Fino al 26 ottobre
Via G. Bonazzi, 46

Ingresso libero
Dalle 17.00 alle 20:00

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