Aveva 33 anni Pascali, e il mondo della critica ne riconosceva già il genio quando la sua sfrenata passione per le due ruote lo strappò all’arte. Orgoglio del Comune di Polignano, luogo di nascita dei suo genitori, le opere di Pino, 49 in tutto, sono esposte nel Padiglione della Provincia di Bari fino al giorno di chiusura della Campionaria, sabato 17 settembre.

“Pino Pascali, dalla provincia al mondo” è il titolo di questa preziosa raccolta offerta nella maggior parte dei casi da collezionisti privati che hanno “lasciato” per una settimana le loro opere alla Fiera.  Bozzetti, schizzi, lavori per la pubblicità che mostrano una straordinaria aderenza al gusto contemporaneo dei più famosi designer compresa una scultura, un bossolo di proiettile da mortaio trasformato in un soldatino della Grande Guerra con tanto di elmetto.

Una serie di bozzetti, di volti e corpi caricaturizzati di un artista battuto da Kristie’s a 860mila sterline di cui la mostra tende ad esaltare proprio la fama internazionale conquistata da Pascali, emerso come uno dei maggiori rappresentanti dell’arte “povera”, del riutilizzo di materiali per creare forme nuove, spesso vicino a un mondo infantile, quasi naif. Pascali è stato un precorritore di tempi, sia per quanto riguarda il riuso di materiali, sia per aver coniugato l’arte alla passione modellistica tipica della scultura post-moderna che pesca tra gli oggetti preesistenti per partorire, fusi insieme, nuove creature.

Grattacieli, robot, le celebri navi bidimensionali costruite con listelli di legno, sono i pezzi fondamentali di questa collezione supervisionata dalla Pinacoteca provinciale che offre al pubblico della Fiera, poco abituato ad incontrare l’arte tra gli stand, l’occasione di scoprire un’eccellenza barese.

Giuseppe Del Buono

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