“Oggi, dopo più di due settimane di attesa, non ho nessun documento personale, non posso prelevare contanti e non posso guidare. Insomma, non posso dimostrare chi io sia”. Inizia così il racconto su Facebook di Mario, protagonista di una vicenda che ha davvero dell’incredibile.

Tutto inizia il 20 luglio quando a Torre Quetta, durante una lezione ai suoi ragazzi della scuola surf, gli viene sottratto il marsupio. Dentro c’è di tutto. Cellulare, bancoposta, patente, carta d’identità, codice fiscale e, per concludere in bellezza, 60 euro.

“Venerdì 17, sempre a Torre Quetta, qualcuno ha anche tentato di rubarmi la macchina forzando entrambi i cilindretti. L’avrebbero rubata se non fosse intervenuto Roberto, il mio amico benzinaio – si legge nel post -. Dopo il furto del 20, mi sono recato all’ufficio anagrafe in via De Amicis con la denuncia e le foto tessera ancora fresche di stampa ma un addetto mi ha comunicato che le carte d’identità cartacee non vengono più rilasciate e che bisognava prenotarsi online”.

“Torno a casa, inserisco i miei dati sul sito dell’anagrafe e per un attimo stavo svenendo quando ho letto come prima data disponibile quella del 11 novembre – racconta -. Dovrei aspettare 4 mesi per poter ritirare dal bancomat o guidare la macchina che uso come mezzo di lavoro ogni giorno. Mi sono diretto così all’ufficio anagrafe in corso Vittorio Veneto ma, incuranti della mia situazione, mi hanno liquidato dicendomi che avrebbero segnalato l’urgenza e che avrei dovuto attendere una mail o una telefonata dal loro ufficio”.

“Dopo più di due settimane di attesa, non ho ancora ricevuto nessuna comunicazione o telefonata – conclude -. Ringrazio il comune di Bari che riesce a farmi sentire un vero cittadino italiano”.

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