Il coronavirus, oltre a produrre stati di ansia e assalti ai supermercati, sta soffiando vorticosamente sul fuoco degli inventori di fake news. Dopo l’operaio dell’azienda dell’area industriale barese che si sarebbe infettato in seguito alla visita di alcuni colleghi cinesi, falsità smascherata direttamente dal direttore del Dipartimento di Promozione alla Salute regionale, Vito Montanaro, dopo l’allarme per la cinese svenuta al centro commerciale, invece transennato per il vincitore di Sanremo, Diodato, arriva il finto divieto di allontanamento dalle province di Bari e Foggia.

Uguale in tutto e per tutto a quella emanata nei comuni Lombardi, focolaio dell’infezione, “siglata”, per modo di dire, dal ministro Roberto Speranza, porta la firma di Attilio Fontana, governatore appunto della Lombardia che evidentemente con la Puglia non c’entra nulla. Nelle ultime ore sta rimbalzando di chat in chat e via social network, per fortuna l’inganno è durato poco. Il problema vero, nel caso si dovesse arrivare a una misura così drastica, sarà far capire che si tratta di una misura realmente effettiva.

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