Ignorata per anni da tutti, ora la sua storia è diventato un caso nazionale. Qualche giorno fa vi abbiamo parlato di Marilena (nome di fantasia), la 29enne barese picchiata e minacciata di morte da suo padre, noto pescatore 67enne di Barivecchia. L’ultimo violentissimo pestaggio risale al 12 novembre scorso, con la ragazza che ha subito calci e pugni in piena faccia, riportando un trauma cranico, contusioni a spalla e mano sinistra oltre ad un ematoma al naso, in seguito ad una lite familiare. Alla base delle ripetute violenze ci sarebbe anche il rifiuto del padre davanti all’omosessualità della propria figlia.

Marilena, che soffre di epilessia, ha deciso di sporgere denuncia e ha chiesto aiuto perché ignorata dalle istituzioni e terrorizzata dall’idea di poter perdere la vita dentro le mura della propria casa. La notizia ha scosso diverse persone e ha fatto il giro di tutta Italia. A Bari, soprattutto nella zona della chiesa di San Giuseppe, la storia di Marilena è nota a tutti, ma è stato necessario arrivare ad utilizzare la stampa come strumento di denuncia per sollevare il polverone e richiamare l’attenzione.

In campo così è intervenuta anche l’associazione barese Mixed Lgbti che si è schierata a sostegno della vittima. “Questa ragazza ha avuto il coraggio di denunciare, ma adesso ha paura di restare in quella casa e cerca una nuova sistemazione – si legge sul profilo Facebook dell’associazione -. Noi le esprimiamo la nostra vicinanza, e speriamo con questo post di farle sapere che le porte della nostra associazione sono sempre aperte. Intanto rilanciamo al Comune di Bari il suo appello, e riflettiamo ancora una volta su come la Regione Puglia – approvando il ddl regionale contro l’omofobia (art. 6) – estenderebbe alla comunità lgbt i servizi di supporto abitativo. Inoltre questa ragazza cerca un lavoro che sia compatibile con i suoi problemi di salute. Troppo spesso la dipendenza economica ci costringe a subire: chiunque abbia un posto di lavoro da offrirle, lo faccia presente nei commenti”.

Assistita dall’associazione Giraffa, la donna oggi è ospite del Centro antiviolenza ma il Comune in queste ore si sta adoperando per trovarle una nuova sistemazione, lontana soprattutto dall’ambiente di casa. Anche dalla Regione Puglia è stata espressa una richiesta di supporto immediato.

Il 20 novembre, a partire dalle 18.30 in via Sparano, l’associazione Mixed lgbti ha indetto anche una fiaccolata in occasione del Transgender Day of Remembrance, giornata dedicata al ricordo delle vittime di transfobia, affinché le storie di Marilena e di tante altre persone servano da lezione e richiamino l’attenzione su questi casi di violenza.

 

 

 

 

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