“Chi ha firmato un documento falso si assumerà le proprie responsabilità”. L’imbarazzo del vicesindaco nonché assessore all’Edilizia residenziale, Pierluigi Introna, è evidente, due documenti con lo stesso numero di protocollo, che attestano cose diametralmente opposte, sono difficile da spiegare, anche per un avvocato come lui.

Via don Gnocchi, 14 al quartiere San Paolo; dopo il nostro servizio sul condominio “prigioniero” per via dell’ascensore guasto, sul posto ci sono il consigliere del Municipio, Franco Ferrante, il geometra del Comune e lo stesso Introna. Tra le mani hanno due documenti, uno che certifica la possibilità di utilizzare l’ascensore, l’altro, in possesso dei condomini, il fatto che invece non si può. Hanno la stessa data e lo stesso numero di protocollo in calce. La cosa è gravissima.

Com’è potuta accadere una cosa del genere? Partono le telefonate all’Ente certificatore, il tono di voce sale, ma della vicenda non si viene a capo, il chiarimento è rinviato alla prossima settimana, in un faccia a faccia negli uffici dell’assessorato: “Abbiamo cambiato il motore e le funi, i lavori sono stati fatti – ha assicurato Introna – ora vogliamo capire se l’ascensore è effettivamente utilizzabile oppure no. Capiremo cosa è successo, ma ora ci interessa fare in modo che queste persone tornino a poter uscire di casa in tutta sicurezza”.

Nello stabile, tra gli altri vive anche Natale, affetto da problemi di salute che lo costringono a utilizzare costantemente la bombola d’ossigeno: “Ho bisogno di uscire per prendere aria, camminare e soprattutto raggiungere l’ospedale per curarmi” ci aveva detto, lanciando l’appello al vicesindaco. A parte il doppio verbale, resta da capire se i problemi all’ascensore sono risolti oppure no.

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