Il coinvolgimento del sindaco riguarderebbe presunte agevolazioni e favori per la realizzazione dei parcheggi interrati, affidati alla ditta Dec del gruppo De Gennaro. Emiliano ha, quindi, presentato la richiesta al direttore generale del Comune di effettuare approfondimenti in merito alla regolarità dei procedimenti amministrativi e agli atti da adottare eventualmente in autotutela. A tal fine è stata costituita una commissione interna, coordinata dall’avvocato Alessandra Baldi.

Gli accertamenti richiesti dal primo cittadino riguardano le opere pubbliche del parcheggio di piazza Giulio Cesare, quello di piazza Cesare Battisti, del centro direzionale del quartiere San Paolo, dei lavori per il mercato di via Caldarola e quelli per la ristrutturazione di Palazzo di Città.

L’esponente del Pdl e coordinatore dell’opposizione Ninni Cea è intervenuto in merito a quanto accaduto chiedendo le dimissione del sindaco, ma ha anche replicato alle dichiarazioni del ministro dei Lavori Pubblici Marco Lacarra, che aveva sottolineato che dal 2004 al gruppo De Gennaro era stato affidato un solo appalto.

“La giunta Di Cagno – ha commentato Cea – non è mai stata sfiorata da queste vicende né da ombre o sospetti. Dell’affidamento dei lavori di cui parla Lacarra, se ne occupò una commissione ad hoc”.

Intanto il sindaco Emiliano ha comunicato su Facebook che intende difendere se stesso e la sua amministrazione: per questo motivo auspica che la magistratura possa concedere al Comune le carte e i documenti depositati relativi alla sua posizione nella vicenda.

Sulle vicende giudiziarie che hanno coinvolto il capoluogo pugliese, Cea ribadisce: “Bari non può essere ricordata come la città degli scandali della corruzione, del malaffare, degli intrecci e di quant’altro siamo passati dalle escort alla sanità, ora questo terremoto che interessa il Comune. Credo sia arrivato il momento per un atto d’amore, di lasciare la guida della città e di riconsegnarla nelle mani di chi dia una svolta”.

Marghrita Micelli Ferrari

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