Se i soccorsi avessero avuto un esito positivo, il delfino salvato sarebbe stato trasferito nel delfinario di Fasano, dove avrebbe avuto le cure specialistiche e avrebbe vissuto con gli altri appartenenti alla sua specie. Adesso, invece, sarà trasportato nei laboratori della Facoltà di Veterinaria a Valenzano, dove saranno compiute le analisi per scoprire le cause del decesso.

Negli ultimi dieci anni sono sempre di più i casi di specie marine che finiscono alla deriva sulle coste italiane. Molto spesso si tratta di cetacei, di delfini o di tartarughe marine che trasportati dalle correnti e da cause non del tutto conosciute finiscono sui litorali del nostro Paese.

I volontari e le istituzioni pubbliche stanno cercando di aiutare questi esemplari, istituendo parchi naturali marini a loro dedicati, come il Santuario dei Cetacei tra la Liguria e la Toscana. Anche in Puglia, negli ultimi 10 anni, sono aumentati gli avvistamenti di questi animali.

Oltre il caso odierno del decesso del delfino sulla costa barese, sono stati avvistati altri esemplari nelle acque salentine. Un’altra zona in cui avvengono avvistamenti di questi è quella della Capitanata, in modo particolare nel Golfo di Manfredonia.

Le istituzioni locali, insieme alle associazioni che si occupano della difesa e della protezione degli animali come il Wwf, si stanno impegnando per cercare di aiutare nel miglior dei modi i capodogli o le tartarughe che finiscono inconsciamente in zone che troppo spesso si trasformano nei loro cimiteri. È stato istituito nella città di Manfredonia un centro di primo soccorso, per garantire a queste specie di animali le prime cure e, in alcuni di casi, di salvare la loro vita.

 

Daniele Fox

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