La scuola è finita, orma l’anno scolastico più anomalo e travagliato che si conosca da quando l’uomo ha memoria, è solo un ricordo. Certo, restano da celebrare gli esami di maturità, ma la maggior parte degli studenti di ogni ordine e grado sono con la testa al mare, all’estate, alle vacanze.

Fine anno, si sa, è sempre l’occasione per tracciare un bilancio, personale e non, di quanto fatto, successo, imparato, facendo magari un po’ di autocritica, muovendo osservazioni costruttive su cosa e come poter migliorare l’anno prossimo.

A settembre si spera che l’emergenza coronavirus sia definitivamente passata, è presto per dirlo anche se in numeri sembrano essere incoraggianti, non è ancora chiaro se in aula si useranno le mascherine, le visiere, le barriere in plexiglas o altre soluzioni di là da venire, di certo per ora gli studenti hanno altri pensieri per la testa.

Tornando a l’anno appena concluso, se è vero che un’immagine vale più di mille parole, il water lasciato davanti al cancello del Circolo Didattico Re David non lascia spazio a interpretazioni. Come ebbe a dire il ragionier Ugo Fantozzi sulla corazzata Kotiomkin, quest’anno deve essere stato una cagata pazzesca.

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