“Tremate, tremate, le streghe son tornate”. È la litania di fine ottobre che, come ogni anno, in prossimità della festa di Ognissanti e della commemorazione dei Defunti, viene scherzosamente ripetuta un po’ da tutti. La filastrocca ci riporta ad Halloween, ricorrenza anglosassone di origini celtiche che, con la formula dolcetto o scherzetto, è diventata per noi un appuntamento fisso. Infatti, non c’è casa o locale pubblico in cui non si organizzano feste a tema. I simboli, che si rifanno al mondo dei morti e dell’occulto, sono tanti, ma quello della zucca “mostruosa” è il più conosciuto.

Professor Incampo, cos’è davvero Halloween?
«Qualche anno fa un gruppo di maestre di una scuola Primaria si rifiutò di festeggiare con le relative classi la cosiddetta “festa di Halloween”, perché non ha niente a che vedere con la fede cristiana che ricorda con rispetto Defunti e Santi e parla di “Risurrezione dei morti” e “Vita eterna”. In realtà Halloween (All Hallows’Eve day) è la festa più importante dell’anno per tutti i Satanisti».

Perché una festa apparentemente innocua dovrebbe essere così “luciferina”?
«Satana, intelligentissimo, danza nascondendosi. Entra nelle scuole con feste e filastrocche in inglese, zucche e teste vuote. Passeggia nelle strade con “dolcetto o scherzetto” che in origine erano “maledizione o sacrificio”. A tutto ciò molti rispondono andando oltre con magia, esoterismo e il fascino attraente dell’occulto e dell’estremo. È il rischio del Male».

Dunque, con una festa ritenuta nella peggiore delle ipotesi troppo commerciale si può, invece, scendere a “patti” con l’Anticristo?
«Certamente. La luna piena, le streghe e i fantasmi: l’alfabeto dell’occulto che, ad Halloween, trova cittadinanza onoraria. Con tanto di consegna di chiavi della città dell’anima. Così, decidendo di non pensare alla morte, l’uomo scende a patti con l’Avversario. Fino a organizzargli una festa senz’accorgersi che l’unico credito per lui è l’angoscia. Ma se l’uomo s’accorgesse, il “Menzognero” per eccellenza finirebbe la sua tragica occulta “opera”».

Professore, ci riporti alla festa cristiana
«Prospettive diverse e opposte. Sul davanzale di novembre crisantemi, cimiteri addobbati di luce, preghiere silenziose e composite: è la memoria che va cercando lo spazio del cuore per riannodare vecchi volti. Storie già partite. Frammenti di eternità nello scorrere del tempo. La solennità dei Santi e la commemorazione dei Defunti sono l’eco di un limite che all’uomo non è dato oltrepassare: il mistero tremendo e affascinante della morte. Della conversazione tra cielo e terra. Tra Kronos e Kairos”».

Il significato della morte cristiana?
«Occasione di speranza per qualcuno: perché dopo la sorte toccata all’Uomo della Croce morire non è più assurdo e insignificante. Motivo d’angoscia per altri: perché quel limite richiama il senso della finitezza, dell’impotenza e del confine umanamente insormontabile. Del mistero. Oltre, ovviamente, a rovinare la notte di Halloween».

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