Una pista ciclabile tra Capurso e Valenzano, lunga quasi tre chilometri tra vigne e ulivi e con al centro una delle chiese più antiche di Puglia, sorgerà in via Ognissanti.

A partire dal 22 giugno al 30 settembre, la strada resterà chiusa al traffico e diventerà un percorso ciclo-pedonale. L’operazione è stata realizzata a costo zero, grazie all’impegno delle amministrazioni comunali dei due paesi.

Una scelta però che ha provocato malcontento nel Comitato La Rinascita di Ceglie del Campo. Il quartiere periferico di Bari infatti non rientra nel progetto di ciclo-pedonalizzazione della storica via.

Attraversando il ponte nuovo che collega Ceglie a Via Fanelli, in prossimità di via Ognissanti, ci si accorge che i pericoli sono tanti.

All’appello mancano strisce pedonali, cartelli, rallentatori e semafori che rendono l’attraversamento davvero rischioso, complice anche l’alta velocità con cui le auto sono solite sfrecciare.

La strada, soprattutto dopo il coronavirus, è diventata molto “trafficata” da runner e ciclisti. “Nonostante questa corsa ad una città smart, la smania (quasi mania) di fare piste ciclabili di ogni sorta, e in ogni luogo, non si sono accorti che qui c’è già tutto – dichiara Angelo Pantaleo del Comitato La Rinascita di Ceglie del Campo -. La mancanza di conoscenza del territorio la scarsa comunicazione e il disinteresse totale per parte della città porta a questi risultati”.

“Bastava un cartello da 5 euro, come quelli degli altri comuni uniti in questa avventura sociale e ricreativa, in questo obiettivo comune di rivalutazione e riqualificazione del territorio dal valore storico – conclude -. Qui la pista è già pronta, e sorge su una via Francigena, tra ulivi vigneti giardini e sterrati, ma forse dobbiamo spiegargli pure cosa sia”.

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