I bar e i punti ristoro presenti nelle aree di servizio e rifornimento carburante, situate all’interno delle aree urbane dei 41 comuni della città metropolitana, resteranno chiusi nell’ambito delle misure urgenti adottate per contenere il diffondersi del coronavirus. A deciderlo è la Prefettura di Bari.

Riprendendo il DPCM dell’11 marzo che aveva sancito la “sospensione delle attività di ristorazione ad eccezione degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale”, la prefetta Antonia Bellomo spiega che “nella accezione di rete stradale possono essere ricomprese solo le strade extraurbane, ossia le direttrici che congiungono tra loro i comuni, le province e le regioni, cioè strade che, proprio per la loro naturale esistenza all’esterno dei centri urbani, dispongono in taluni tratti di un servizio di ristoro a disposizione dei viaggiatori”.

“Ne consegue che, – si legge nel provvedimento – un’interpretazione estensiva della norma del decreto, applicata agli esercizi posti all’interno di impianti urbani di servizio e rifornimento carburante, risulta essere in contrasto con le disposizioni emanate proprio per scongiurare che tali posti di ristoro costituiscano pericolosi punti di aggregazione di persone”.

Il provvedimento è stato notificato a Regione Puglia, sindaci, commissari, polizie locali e presidenti delle associazioni Confcommercio e Confesercenti di tutti i 41 Comuni del Barese, oltre a Questura e carabinieri.

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