La scelta dell’Amministrazione di sopprimere le fermate degli autobus delle linee 1 e 19 ha scatenato la protesta dei residenti della zona, che hanno già presentato al Municipio competente una raccolta firme per chiedere il ripristino delle corse. La decisione era stata prese per ragioni di “sicurezza” e pare debba essere temporanea. Quanto temporanea? Gli abitanti del tratto di via Napoli, compreso tra gli accessi A e C, però, non ci stanno. Domattina, alle 7.30, i passeggeri abituali e occasionali del servizio pubblico cittadino scenderanno in strada per esprimere tutto il proprio dissenso (L’appuntamento è all’accesso B di via Napoli). Un’adunanza spontanea, dettata esclusivamente dal disagio. «Nel 2014 – dicono – si parla di Città Metropolitana, auto elettriche, carsharing, piste ciclabili, smart city, e poi, come unica soluzione a un problema stranoto si sceglie la strada della soppressione, invece che quella del potenziamento e dell’inclusione».

Per una parte dei pendolari l’autobus è l’unico modo per raggiungere il centro della città. Non hanno alternative. Non è possibile che la difficile convivenza tra immigrati e residenti possa generare l’isolamento di un pezzo di Bari. Per una settimana vigili urbani e controllori Amtab hanno presidiato mezzi e fermate. Una “militarizzazione” a tempo che, alla luce della soppressione delle fermate, non farà altro che aggravare la tensione. Praticamente non ci sono più fermate su via Napoli. I circa cento nuclei familiari che affollano le complanari sono pronti a vendere cara la pelle. Del resto, pagano come tutti le tasse e, come tutti, pretendono servizi e attenzione.

Il problema è che le fermate – al netto delle tensioni dei giorni scorsi – sono insicure a livello di viabilità, anche gli autisti dell’Amtab passano volentieri oltre. La domanda è sempre la stessa: ma finora non erano ugualmente insicure? Tra le 7.30 e le 9 sull’autobus salgono assiduamente una decina di passeggeri, senza contare gli immigrati e quelli, soprattutto pensionati, che viaggiano nel resto della giornata. «Molte mattine – racconta una dei cittadini – sono rimasta appiedata a causa del sovraffollamento».

No alla soprressione anche perché le fermate più vicine sono distanti un chilometro e solo in direzione Bari. Il percorso da fare, soprattutto la sera (senza illuminazione, in una zona particolarmente insicura anche a causa di un via vai sospetto, con le auto che sfrecciano a tutta velocità), sarebbe particolarmente a rischio. Il solito paradosso. Per alcuni significa arrivare al capolinea di Enziteto o Santo Spirito, ritornare indietro seza scendere dall’autobus e fermarsi all’accesso C di via Napoli. Chissà, che almeno questa volta, non si decida di risolvere invece di tamponare.

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