Quattro persone sono rimaste uccise in agguato compiuto questa mattina a San Marco in Lamis, in provincia di Foggia, sulla sp272 a poca distanza dalla stazione ferroviaria. Le vittime sono cadute sotto una raffica di colpi d’arma da fuoco esplosi in circostanze non ancora del tutto chiare.

Nell’agguato sono rimasti uccisi il boss Mario Luciano Romito, 50 anni,  il cognato, Matteo De Palma, che gli faceva da autista e i due contadini, fatti fuori perché testimoni del duplice omicidio: Luigi e Aurelio Luciani, rispettivamente di 47 e di 43 anni.

Sul gravissimo fatto di sangue stanno indagando i Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia.  Il ministro dell’Interno Marco Minniti presiederà domani a Foggia una riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica per fare il punto della situazione.

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2 COMMENTI

  1. In Capitanata, pare ci siano alcune stanze d’albergo prenotate a tempo indeterminato tra San Severo, Foggia, Cerignola e Manfredonia. Eh, sì…perché ormai alcuni clienti di Roma scendono tutti i mesi per aggiornarsi sulla febbre dei foggiani. La febbre, si sa, va via dopo due o tre giorni, e così fan loro. Come si diceva, non disdicono le stanze, tanto è sicuro che ritorneranno dopo un po’. Il malato, però, non guarisce mai, perché nonostante la malattia sia di origine antica, loro ci sbattono la testa, forse perché sono forestieri.
    Una task force ad hoc, di gente del posto che conosca il territorio, giovane e motivata (non certo con 1.500 euro al mese), lontana dalle telecamere e conferenze stampa, riuscirebbe sicuramente ad avere la meglio su piccole band (molto violente), storicamente in contrasto tra loro. Si faccia presto, però, in quanto il tessuto sociale foggiano è ancora recuperabile.

  2. La sola conoscenza dei fatti non è sufficiente per capire il sistema delinquenziale di una terra vasta e complessa come la Capitanata. La tendenza a generalizzare le dinamiche malavitose di un’intera provincia, cercando di riassumerle in un unico fenomeno, è l’errore più banale che si possa fare in un’ottica di contrasto. Questo, purtroppo, passa l’informazione “mediatica” che plagia, in un certo senso, anche il pensiero di chi deve porre soluzioni alla questione. Parlare di generica “risposta dura dello Stato” e poi ridursi ad un semplice aumento di poliziotti nella provincia, è il rimedio più usato e abusato da chi non sa, non può, o non vuole, fare altro. Inoltre, per questioni di graduatorie nei trasferimenti, arriveranno uomini in età avanzata, magari con famiglia e con stimoli non proprio al massimo. E’ inconcepibile che uno Stato civile, con strumenti moderni, dotato di menti specialistiche, con tanto di uomini e risorse, non abbia ragione di sparuti gruppi violenti che tengono sotto scacco milioni di persone pacifiche.

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