C’è chi sottolinea il ciuffo ribelle di Mario Draghi e chi, invece, esalta la chiacchierata di Christine Lagarde con le signore di Barivecchia, ma più della rissa per la zucchina nella tiella, ciò che per un attimo ha fatto tremare l’economia mondiale è l’intervento introduttivo del sindaco di Bari, metropolitano e presidente dell’Anci, Antonio Decaro.

Forse ancora sotto shock per il “Pliz, visit auar cauntri” di rutelliana memoria, Decaro ha scelto di non pronunciare neppure un welcome in the land of orecchiette, brifge between Est and West ai delegati provenienti dagli altri sei Paesi più industrializzati della terra.

Lo sguardo imbarazzato in platea, non solo tra gli ospiti internazionali, è stato talmente evidente da non poter passare inosservato. Una gaffe coi fiocchi, poi, non aver pensato di consegnare alla traduttrice munita di block notes, un discorso già confezionato.

La donna, visibilmente impacciata, ha dovuto rincorrere le parole del Sindaco. Peccato, davvero un peccato, soprattutto per l’impegno mostrato dal sovrintende del Teatro  Petruzzelli Massimo Biscardi, che sapendo dell’appuntamento da tempo si era preparato un copione da recitare in inglese. E allora, mentre il G7 volge al termine, come direbbe l’ex premier Renzi a Decaro: “Ghiv dis men uan medall”.

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