C’è chi attende una sistemazione da mesi. Chi ha una casa ma cade letteralmente a pezzi. Poi c’è chi è di Bari ma ha avuto un alloggio a… Taranto: l’emergenza abitativa a Bari non conosce stagione e, pare, nemmeno confini.

Da più di un mese la vita di Antonia, di suo marito e dei suoi due figli è praticamente impossibile. Ogni giorno devono percorrere più di 160 chilometri per accompagnare il ragazzo più piccolo (16 anni) a scuola nel capoluogo. Come se non bastasse, poi, il più grande convive con dei linfonodi alla carotide.

Nessun aiuto, spese raddoppiate e un’amministrazione che non dà risposte: “Veniamo ormai ogni giorno qui per chiedere una soluzione. De Caro deve ricevermi – dice Antonia con la voce rotta dalle lacrime – io sono pronta a fare una pazzia. Non ce la faccio più”.

Dal comune, però, replicano: “Le unità abitative disponibili su Bari città sono destinate ai soggetti che sono nelle cosiddette graduatorie – precisa Giuseppe Ceglie, direttore del settore patrimoniale – mentre, seguendo la normativa, per l’emergenza abitativa si utilizzano soluzioni fuori dai confini comunali”.

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