Piccolo passo in avanti dopo l’incontro tra i sindacati e il Prefetto di Bari, Carmela Pagano, che aveva come obiettivo quello di far rientrare la cosiddetta clausola sociale all’interno del prossimo bando per la gestione del Cara. Il Prefetto si è fatto carico di trasferire all’Anac la richiesta di integrare l’avviso pubblico di un anno con l’inserimento del contratto collettivo del terzo settore.

Resta quindi il no alla clausola sociale, perché sul significato della stessa ci sarebbero diverse opinioni discordanti tra loro. L’alternativa del Prefetto, secondo i sindacati, restava troppo a favore del datore di lavoro, in un momento in cui i lavoratori vengono già pesantemente penalizzati.

Adesso la parola passa all’Anti Corruzione, che dovrà esprimersi al più presto sull’eventualità di applicare al bando il contratto collettivo del terzo settore. Si tratta di una possibilità in più per salvare il lavoro di 161 dipendenti del Cara, anche se pare ormai tramontato l’obiettivo di vedere scritta nero su bianco la tanto agognata clausola sociale, che obbligherebbe l’azienda vincitrice dell’appalto a farsi carico dei dipendenti in servizio al Cara da ormai otto anni.

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