Per ora è solo un groviglio di circostanze e coincidenze, ma secondo i bene informati sotto ci sarebbe qualcosa di molto concreto. Una vicenda a quanto pare nota negli ambienti ecclesiastici, non solo vicini al patriarcato di Mosca, silenziata forse per non creare eccessivi imbarazzi alla vigilia dell’inaugurazione del consolato Russo a Bari.

Il mistero della fede, è proprio il caso di dirlo, ruoterebbe attorno all’ex priore della Chiesa russa barese, Andrey Boytzov. Il prelato era stato trasferito da corso Benedetto Croce a Roma, presso la chiesa di San Nicola. Per molti una specie di “promozione”. In concomitanza con il russiagate, scoppiato in seguito al gas nervino di Londra, Boytozov sarebbe stato costretto a tornare a Bari.

Cosa c’entra l’ex priore della Chiesa russa con lo scandalo internazionale? È qui che entrerebbe in scena l’altro protagonista della storia, di cui sarebbe stato interessato persino il KGB. Si tratta di Andrej Guriev, uno dei più ricchi magnati russi, amico di Putin e per questo inserito nella lista nera dal presidente americano Trump. Guriev è uno dei principali devoti di San Nicola, ma oltre a portare connazionali con voli charter a Bari un paio di volte l’anno, avrebbe fatto delle cospicue donazioni.

Lasciti di cui il Patriarcato in qualche modo sarebbe venuto a conoscenza in concomitanza con il russiagate. Al centro della presunta punizione subita da Boytozov, ci sarebbero proprio quelle donazioni. L’ex priore – non sappiamo se per circostanza legate a questa storia ancora top secret – meno di un mese fa è stato colto da un malore. A lui auguriamo una pronta guarigione. Alle autorità compententi, invece, ci rivolgiamo per sapere cosa stia realmente succedendo e se davvero nel nome di San Nicola e dei rapporti con la Russia qualcuno abbia approfittato per i propri interessi personali. Sulla faccenda abbiamo provato a sentire alcuni politici e rappresentanti delle istituzioni. Nessuno ha smentito categoricamente. Si sono limitati a dire: “Non ne so nulla”.

“Qui alla Chiesa Russa Boytzov non si è visto – dice il suo successore, padre Vinceslao – non sapevo neppure della sua presenza a Bari. Abbiamo solo saputo dei suoi problemi di salute e ci dispiace. Della vicenda non possiamo parlare”. Quindi esiste una vicenda? Si parla addrittura di una lotta intestina fra associazioni russe interessate a fare business a Bari nel nome di San Nicola e di una lettera anonima inviata al Patriarcato di Mosca, in cui sarebbero contenuti episodi spiacevoli relativi alla passata gestione della Chiesa Russa al quartiere Carrassi. Il mistero è solo all’inizio.

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