Minchia parking come se non ci fosse un domani, auto incastrate come i pezzi del Tetris, strisce gialle dal significato incomprensibile, e poi furtarelli vari nei reparti, l’ultimo dei quali c’è stato l’8 dicembre, un vero e proprio colpo grosso, con tanto di asportazione di una cassaforte e apertura di un’altra simile, grazie probabilmente a una chiave clonata. Tutto nonostante la presenza delle telecamere.

Siamo all’Istituto Oncologico di Bari. Fuori, la fila dei pazienti per entrare, a loro il consiglio sempre valido di lasciare il veicolo al Park&Ride. Dentro, di tutto un po’, ogni giorno. Cose extra-ordinarie a cui i dirigenti dell’ospedale cercano di porre rimedio: “Direi che è buon segno – ci ha detto il direttore amministrativo Massimo Mancini – vuol dire che, diversamente dal passato, la gente viene qui a curarsi”.

“Stiamo valutando le varie soluzioni possibili – ha aggiunto – compresa la possibilità di trasferire i nostri uffici per dare più possibilità agli utenti, tuttavia gli spazi sono questi, non ce li possiamo inventare”.

“Stiamo agendo anche sul fronte della sicurezza – ha aggiunto – stiamo aumentando l’arco temporale dell’archivio immagini, e con la richiesta dei Carabinieri stiamo recuperando pure quelle che in teoria non sarebbe più accessibili. Appena le avremo inchioderemo i ladri”.

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