“Ci hanno costretto a lavorare in piena pandemia perché credevano che i pochi autorizzati ad uscire potessero chiamarci, ma in realtà usavano i loro mezzi per andare a lavoro. Abbiamo avuto una perdita del 95%, le corse venivano a costare al massimo 8 euro visti i semafori spenti e il poco traffico. Adesso vogliamo che la Regione ci aiuti”.

Dalle parole del portavoce si evince che i tassisti sono infuriati. La crisi economica dovuta al contagio da coronavirus ha colpito tutti i settori, specie quelli legati anche al comparto del turismo. Questa mattina tutti i tassisti pugliesi si sono riuniti in largo Giannella per far valere le loro richieste.

“Siamo qui per chiedere alla Regione Puglia di erogare dei prestiti a fondo perduto, come ha scelto di fare il governatore della Campania – continua il tassista -. Emiliano, invece, ha deciso di darci la possibilità di richiedere un prestito fino a 10mila euro, a Tasso 0, dove solo il 20% è a fondo perduto, dilazionato in rate da 166 euro. Un prestito da dover usare esclusivamente per l’azienda e quindi nessun aiuto destinato alle famiglie di chi, in questi mesi, per lavorare ha dovuto attingere ai risparmi. Noi preferiamo che ci vengano dati solo mille o 2mila euro per recuperare le spese per i guanti, le mascherine, divisori e la sanificazione dei mezzi così da poter ricominciare a lavorare”.

“A causa della crisi – sottolinea il portavoce – siamo costretti a chiudere il Radio Taxi, un servizio che da 30 anni viene mantenuto dai tassisti che ne fanno parte. Non possiamo al momento sostenere le spese per la gestione dell’attività e per questo non possiamo fare altro che chiudere”.

Una delegazione dei tassisti è stata ricevuta negli uffici della Regione, ma da quanto abbiamo potuto apprendere, l’amministrazione pugliese resta ferma sulle sue decisioni. “Noi vogliamo che si rispettino i nostri diritti. Abbiamo tutti una famiglia e le bollette da pagare, senza un aiuto concreto non possiamo andare avanti”.

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