“La tutela della salute di un intero paese è affidata alla sola presenza in loco dell’ambulanza del 118, la quale non assicurerà una presenza continuativa e costante”. Vittorio Farella, a capo del partito socialista italiano di Mola, spiega in un comunicato le sorti della salute dei cittadini molesi affidati ad una sola ambulanza del 118.

“La Regione e la ASL – continua – hanno barato con la nostra città: avevano promesso un presidio di emergenza/urgenza in cambio della chiusura dell’Ospedale e pian piano, nel tempo, ce lo hanno scippato. Un lungo, costante e continuo logorio fino al depauperamento totale e alla chiusura”.

“Dal primo ottobre Mola giocherà alla roulette russa. Noi non ci stiamo. Per quel che ci riguarda – afferma Farella – non desisteremo. Noi non desisteremo, non accettiamo lo scippo nei confronti della città e della mancata tutela della salute dei nostri concittadini”.

“Dopo domani – conclude il leader del partito socialista italiano di Mola – una delegazione dei nostri Amministratori, Sindaco di Mola e Consiglieri Comunali, sarà ricevuta dal Direttore Generale della ASL di Bari, Antonio Sanguedolce, ma non basta: noi non abbiamo gradito la decisione di chiudere il PPIT senza aver sentito le nostre ragioni, sebbene avessimo invitato la Regione ad un differimento della cessazione delle attività dal primo ottobre. Inviteremo a non gettare la spugna e a continuare la lotta per salvaguardare un diritto fondamentale e costituzionalmente garantito: quello della salute”.

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