Tutti hanno commentato il nuovo marchio di Bari, dai politici ai cittadini. La maggior parte dei commenti sottolinea come quel logo non rappresenti pienamente la Città. Il tema è tornato d’attualità dopo la pubblicazione della fotografia che ritrae alcuni componenti della delegazione del G7, impegnati a fare jogging indossando maglie con impresse la B, la A, la R e I di Bari.

I turisti che non vedono un logo univoco, seppure riproposto in chiavi di lettura diverse, non rimangono confusi? È la domanda che ci avete posto in tanti.

Evidentemente il tema è di stretta attualità. Girando il quesito all’assessore barese alle Culture, Silvio Maselli ha detto che si tratta di: “Un tema che volgio affrontare con l’agenzia di declinare il logo per intero e non soltanto scomponendolo in quattro pezzi”. A detta dell’assessore siamo all’inizio di una strategia. “Nessun logo viene amato subito – spiega Maselli -. I marchi non sono bastevoli, se dietro non hanno un’identità vera e una città che pulsa di iniziative”.

L’assessore è convinto che sarebbe stato più logico fare conoscere ai cittadini prima la ‘Bari guest card’, piuttosto che il logo, ma i tempi della politica non sono sempre quelli della burocrazia. “Sui 57 mila euro spesi, poi, – ha aggiunto Maselli – non c’è solo il marchio, ma anche la sceneggiatura originale, lo spot, la realizzazione dei gadget e la realizzazione della campagna soggetto. Messi tutti insieme i pezzi si capirà la nostra strategia”. Aspettiamo.

 

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