«La Fiera del Levante è un ente in stato comatoso». A parlare è Giuseppe Boccuzzi, segretario provinciale della Fisascat Cisl. Un coma di quelli che, senza un miracolo, non lasciano scampo. A emettere la terribile diagnosi, però, sono il Consiglio di amministrazione e Collegio dei revisori dei conti, che bocciano senza appello la recente gestione dell’ente. Lo fanno mettendo nero su bianco i conti che non tornano: consulenze dalle cifre astronomiche, pubblicità per manifestazioni previste e mai realizzate, allestimenti «inopportuni». Una situazione catastrofica nonostante qualcuno tenti ad ogni costo di difendere l’indifendibile, accusando chiunque chieda chiarezza in cambio di un contributo pubblico. L’ultimo caso è quello degli anatemi e delle accuse fatte su Facebook al consigliere comunale Angelo Tomasicchio, attraverso un profilo falso (un fake).

Le cifre prima dei giudizi. Partiamo dalle consulenze esterne, che hanno raggiunto importi paurosi a comunciare dal 2006 (377mila euro). E ancora 489mila euro nel 2007, 656mila euro nel 2008 (la somma più alta), 529mila euro nel 2009, 637mila euro nel 2010, 319mila euro nel 2011 e 386mila euro nel 2012. Il ricorso all’esterno sarà ingente anche nel 2013. Tutto questo a fronte di perdite crescenti: un milione 258mila euro nel 2006, pareggio nel 2007, ma poi 857mila euro nel 2008, 4 milioni 746mila euro nel 2009, 4 milioni 116mila euro nel 2010, 2 milioni 346mila euro nel 2011 e 3 milioni 072mila euro nel 2012. Nel 2013 le perdite si attestano intorno ai 3,2 milioni. «Salvo immediati e risolutivi interventi finanziari e strutturali della curva dei costi, non alternativi – scrive il Cda – sarebbe pregiudicata definitivamente la sussistenza del requisito della continuità aziendale». Il coma diventerebbe irreversibile.  A crollare è stato il fatturato, passato dai 15 milioni 599mila euro del 2002 ai 6 milioni 973mila euro del 2012, con un ulteriore decremento atteso nel 2013. Fin qui i numeri, ma sono i pareri del Cda e del Collegio dei revisori dei conti a lasciare interdetti.

«Alcune scelte gestionali effettuate nel corso dell’esercizio 2012 – scrivono i revisori – sono apparse non ispirate al principio della ragionevolezza e non compatbili con le risorse di cui dispone l’ente. Tra gli eventi gestionali oggetto di approfondimento da parte di questo Collegio, aluni dei quali ancora in attesa di una compiuta risposta, vi sono alcune spese di rappresentanza dell’ente di cui non è stata fornita idonea documentazione volta ad accertare: a) la stretta correlazione con le finalità istituzionali dell’ente; b) la sussistenza di elementi che forniscano la proiezione esterna delle attività dell’ente, per il miglior perseguimento dei propri fini istituzionali; c) la rigorosa motivazione, con riferimento allo specifico interesse istituzionale perseguito; d) la verifica del rapporto tra l’attività dell’ente e la spesa erogata; e) la qualificazione el soggetto destinatario della spesa; f) la rispondenza della spesa a criteri di ragionevolezza e di congruità rispetto ai fini posti».

Il Collegio dei revisori dei conti aspetta risposte, soprattutto aspetta di sapere le ragioni dell’aumento dei compensi del management dell’ente fieristico, mentre diminuisce il costo del personale e l’acquisto di materie prime, di consumo e merci. Alcune risposte sono contenute nella “Relazione sulla gestione del bilancio al 31/12/2012” sottoscritta da un Cda tenuto all’oscuro della maggior parte delle decisioni.

«La gestione finanziaria – è scritto nella relazione – è contraddistinta da forte criticità». Detta in parole povere: i conti non tornano. «La cerimonia inaugurale (del 2012) – viene sottolineato – è stata inusitatamente organizzata nel teatro Petruzzelli anziché negli accoglienti spazi del quartire fieristico, determinando un costo di oltre 60mila euro. Anche in questo caso la scelta non è stata né partecipata né tanto meno condivisa dal Cda». Ma chi comanda alla Fiera del Levante? Chi continua a mantenere uno stipendio da capogiro, al pari del presidente degli Stati Uniti?

«Sul fronte delle manifestazioni fieristiche, si segnala che nei primi mesi del 2013 è stato progettato un nuovo format, la Fiera del Mare, denominata Fishandships … La manifestazione costata solo per ineteventi volti a promuoverne la prima edizione circa 65mila euro, avrebbe dovuto tenersi già nel 2013. … Per ragioni ancora oggi sconosciute a questo Cda, il direttore generale ha ritenuto in piena autonomia di sospendere la realizzazione dell’evento».

E ancora. «Scaduto l’accordo con il precedente organizzatore esterno di Edilevante, si è inoltre avviata l’attività progettuale per un grande salone espositivo della casa e dell’edilizia, in collaborazione con il Politecnico di Bari e l’ANCE. A seguito di una verifica documentale sono stati rilevati diversi contratti sottoscritti mediante le deleghe di cui disponeva il management con il Politecnico di Bari per consulenze, mai sottoposti all’attenzione del Cda, il quale ne ignorava l’esistenza».

Senza contare alcuni inspiegabili allestimenti, come nel caso delle iniziative all’estero e in Albania. «In una grave situazione economica, tale da mettere addirittura in discussione la conservazione del requisito di continuità aziendale è apparsa irragionevole la decisione del management di non abbandonare l’idea di proseguire la possibilità di essere organizzatori e coorganizzatori degli eventi fieristici all’estero e in particolare nei Balcani… Tale idea si è sostanziata in due missioni, una per pubblicizzare la fiera di settembre di cui il Cda non ne è stato conocretamente posto a conoscenza, l’altra per contribuire al rifacimento dei giardini della residenza del Presidente della Repubblica in occasione della Festa Nazionale del centenario, parimenti sconosciuta al consiglio di amministrazione, che non ha mai autorizzato la spesa, apprendendola da fonti giornalistiche. Possiamo affermare – si legge nella relazione – che delle iniziative nel Paese delle Aquile, costate alla Fiera non meno di 80mila euro, non si è avuto alcun riscontro-ritorno né nella manifestazione fieristia del 2012 né, tantomeno, nella manifestazione fieristica tenutasi nel mese di settembre 2013. Altrettanto dicasi per la Fiera di Francoforte la cui iniziativa molto costosa è risultata poco redditizia; in essa ha pubblicizzato il Centro Congressi con una trasferta dai costi impegnativi e parimenti inopportuna».

E veniamo al capitolo relativo al centro congressi. «Nel corso del 2012, in costanza della realizzazione del centro congressi – tuona il Cda – … il managment ha condotto importanti attività promozionali della nuova offerta congressuale, impiegando risorse pari a 170mila euro, di cui a tutt’ora non si registrano ritorni concreti se non molte richieste di preventivi che, però, non si concretizzano in contratti».

Ultimo aspetto – solo per il momento, perché sulla vicenda torneremo con altre testimonianze e altri dati – è quello legato alla FDL Servizi. «La società è stata posta in liquidazione solo nel 2013, per evitare che continuasse a produrre perdite ingenti (nel 2012 oltre 200mila euro) non più sopportabili dall’ente. L’unica dipendente della predetta società è stata assunta dalla Fiera del Levante, senza che il Cda ne abbia espresso il relativo parere positvo».

Numeri e pareri hanno per la prima volta varcato i cancelli della Fiera del Levante, sono usciti dalle stane dei bottoni,  grazie all’operazione verità di Ugo Patroni Griffi, il presidente che, insieme al vicepresidente, ha scelto di non percepire alcun compenso per il suo incarico.

 

 

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