“Togliete la targa da quel maledetto parco se non avete intenzione di occuparvene, assicurando a chi lo frequenta una sorveglianza adeguata. Quelle telecamere non servono a un bel niente”. Alla Fine Francesca Lozito è esplosa. La mamma di Mimmo Bucci, il cantante ucciso in un incidente stradale al quale è stato intitolato il parco al quartiere Libertà, è stufa.

“Non posso più sopportare questo scempio”, tuona la donna. Il ritrovamento della siringa questa mattina è stata la goccia che ha fatto traboccare il cuore di una mamma che in tutti i modi prova a tenere vivo il ricordo del figlio.

“Non è più possibile tollerare questo scempio – continua la signora Lozito – e non ricordo ormai quante volte ho chiesto maggiore attenzione all’amministrazione comunale. Invece pare proprio che ci sia sempre qualcosa di più importante a cui badare”. La sua non è solo una provocazione. “Il parco intitolato a mio figlio sarebbe dovuto essere dedicato alle famiglie e ai bambini – conclude amareggiata Francesca Lozito – da quando hanno tolto i sorveglianti lo hanno fatto diventare luogo di ritrovo del malaffare. Mimmo era sempre sorridente, accogliente, amante dell’armonia, adesso si starà rivoltando nella tomba”.

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