“L’ascensore è senza corrente mentre il cancello non è fruibile da noi, per il momento non possiamo entrare in casa”. Per Gianni e Gianna Tempesta, i due coniugi disabili costretti a vivere in macchina nonostante entrambi disabili su una sedia a rotelle, ieri è stata una giornata di festa a metà. A loro la consegna di uno dei 42 alloggi di edilizia popolare è andata un po’ di traverso.

Il cancello a cui fanno riferimento è quello per l’auto, sprovvisto di automatismo elettrico. Non si tratta di un qualcosa in più, il motivo è presto detto: per accedere al complesso con la macchina, uno dei due dovrebbe scendere, aprirlo manualmente e poi richiuderlo dopo il passaggio del veicolo, peccato che siano entrambi sulla sedia a rotelle.

C’è anche un altro problema legato alla struttura dell’appartamento: “Sulla carta, perché non lo abbiamo ancora visto – ci ha detto Gianni – anche il bagno seppure realizzato a norma di legge, non va bene. Ogni disabile ha le sue specifiche necessità, ci hanno preannunciato la realizzazione di alcune modifiche”. Entro quando, ancora non si sa.

Una festa a metà, dicevamo, ma pur sempre una festa: “Dopo 31 anni forse finalmente la nostra odissea finisce” ha detto Gianna ” e per questo devo ringraziare caldamente il sindaco Decaro. La legge regionale prevede infatti che l’accompagnamento ai disabili costituisce reddito, se il bando comunale per l’alloggio ne avesse tenuto conto non avremmo mai potuto avere diritto a questa casa”.

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