Adesione pressoché totale dei dipendenti, tanto che la direzione ha deciso la chiusura anticipata del punto vendita. Lo sciopero dei dipendenti della Metro di Bari, e il contestuale sit-in di protesta, è stato un successo, o almeno tale lo reputano i sindacati. Praticamente nessuno ha lavorato questa mattina, escluso naturalmente il direttore, è soprattutto anche la clientela è rimasta fuori dai cancelli.

La vicenda è ormai nota, il colosso della grande distribuzione ha deciso un importante ridimensionamento della filiale, insieme a quella di Lecce, e annunciato una serie di tagli al personale: «Parliamo di circa 150 persone in tutta Italia di cui un terzo a Bari, molte delle quali sopra i 50 anni, difficilissime da ricollocare nel mercato del lavoro se dovessero uscire da Metro – ci dice Giuseppe Boccuzzi della Fisascat Cisl – la cosa più grave è che l’azienda non intende riconoscere il contratto di solidarietà. In queste ore è in atto una trattativa a Milano con la nostra rappresentanza nazionale e pare ci siano timidi spiragli di apertura. Se l’azienda mettesse sul piatto della bilancia un dignitoso incentivo all’esodo, potremmo provare ad abbassare il numero dei contratti di solidarietà da applicare, giudicati troppo alti».

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