Hanno innalzato cartelli che invocano il rispetto per il lavoro e per le leggi in materia di occupazione. Una folta delegazioni di braccianti della provincia di Foggia, questa mattina, ha occupato simbolicamente la Basilica di San Nicola a Bari. Una iniziativa volta a riaccendere i riflettori sulla lotta al caporalato di quanti vivono nei ghetti del territorio foggiano, una piaga sociale che fatto morti a più riprese.

Incontro a loro si è fatto avanti monsignor Cacucci, che ha ascoltato le loro rivendicazioni e ha promesso di parlare col presidente della Regione, Michele Emiliano, con i vescovi pugliesi e col Papa: “Non basta accogliere, ma dobbiamo fare in modo che questa accoglienza sia dignitosa. Fino a quando non ci riusciremo, si alimenterà da una parte l’idea di invasione e dall’altra non si riconoscerà dignità umana”.

Iniziativa coordinata da Usb Foggia, i braccianti chiedevano “rispetto dei diritti per contratti regolari di lavoro, per il rilascio dei documenti e l’utilizzo di mezzi sicuri di trasporto, per il riconoscimento della dignità, del diritto alla casa e alla tutela della propria salute” scrive in una nota il sindacato.

“Una lotta contro l’indifferenza della Regione Puglia e del Governo gialloverde – prosegue la nota – che cerca di trasformare una questione sociale in una questione di pubblica sicurezza. Nelle campagne del Foggiano si continua con l’attacco alle baracche, per radere al suolo i campi dei braccianti senza una soluzione alternativa”.

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