Il Capocollo di Martina Franca è il re dei salumi. L’insaccato tradizionale per eccellenza, molto apprezzato non solo in Puglia, ma in tutta Italia e a livello internazionale. In uno stuzzicante panino con burrata e pomodori secchi, su una croccante pizza impastata con lievito madre o semplicemente al coltello, affettato e mangiato. Il capocollo mette tutti d’accordo dalla Valle d’Aosta alla Sicilia.

Al nord Italia è conosciuto come “coppa”, famosa è ad esempio quella di Parma, al centro viene chiamato “lonza”. Perché possa ottenere l’etichetta “Capocollo di Martina”, il salume deve essere preparato con materie prime di altissima qualità, seguendo una ricetta specifica che si tramanda da anni. Il segreto per raggiungere il sapore perfetto è dunque seguire al dettaglio la tradizione martinese.

Peccato di gola o meno, “l’importante è non eccedere con le quantità” ha affermato Roberto Illuzzi, Direttore generale de “I Buongustai”. Dopo aver raccolto i commenti a caldo dei fortunati visitatori che hanno potuto degustare il prodotto, in occasione della Fiera del Levante, abbiamo già l’acquolina in bocca.

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